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Ecoturismo e biodiversità, il nuovo business del Madagascar

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Ecoturismo e biodiversità, il nuovo business del Madagascar

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Prosesue la nostra serie di Target Madagascar. Questa settimana ci dirigiamo verso il sud-ovest. Ci troviamo in uno dei 43 parchi del Madagascar. La riserva è situata in una zona davvero stupenda e incontaminata. Siamo nel parco Tsimanampetsotsa dispone di 430 km2 di foresta e alcune zone umide. In pratica è grande quasi quanto Tokyo!

I parchi e le riserve naturali, gioiello del Madagascar

Serge Rombi, euronews: “Questo parco è uno dei gioielli della biodiversità. Qui si trovano circa 300 specie esemplari e uniche di flora e fauna. E questo lago, l’unico lago salato del Madagascar, che è uno dei pochi dove i fenicotteri nidificano. Frediana che tipo di albero è quello che si trova davanti a noi?” Frediana Jaoneral, Direttrice Generale del Parco Nazionale Tsimanampetsotsa: “E’ il baobab o albero della vita. Ha 1650 anni ed è stato scientificamente provato.”

Biodiversità ed ecoturismo

Tanti i progetti in fase di sviluppo per proteggere questa ricchezza straordinaria e per utilizzarla per attirare gli investitori. I terreni situati nelle vicinanze dei dieci parchi principali del paese saranno utilizzati per sviluppare le attività di ecoturismo e costruire eco-abitazioni. Vicino a questa grotta, ad esempio, saranno costruite 3 eco-casette.

“L’idea non è di costruire un edificio a 5 stelle. Vogliamo costruire infrastrutture che preservino l’ambiente utilizzando l’energia rinnovabile ed evitando l’uso di aria condizionata in modo permanente”, ci spiega Alexandra Erick, Direttrice Marketing dei Parchi Nazionali del Madagascar.

Investire nel futuro

Un’idea eccezionale ma ora ci vogliano i visitatori. Altra filosofia di chi gestisce i parchi naturali del Madagascar è quella della co-gestione: ovvero la gente del posto sarà la prima a beneficiare e ad occuparsi delle attività dei parchi. L’anno scorso le entrate hanno superato i 2 milioni di euro. Una cifra niente male. “Con i vostri investimenti possiamo creare nuovi posti di lavoro e formare la gente del posto. Ovviamente per il Madagascar questo significherà un aumento delle capacità in termini di alloggio e quindi più turisti”, prosegue la Direttrice Alexandra Erick.

Attirare gli investitori da tutto il mondo ma non a qualsiasi prezzo. Al centro del progetto resta l’idea di base: ovverto quello dell’ecoturismo. “Penso che gli investitori per prima cosa devono amare il paese e crederci, questo non può essere solo una questione di interesse. È questo quello su cui si deve puntare. Il profitto viene dopo”, ci fa notare un investitore.

Ecoturismo: ovvero un modo diverso di fare business e incrementare l’economia in Madagascar. Nel rispetto della biodiversità!

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