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Post-Brexit, scatta lotta per la successione a Cameron e Corbyn

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Post-Brexit, scatta lotta per la successione a Cameron e Corbyn

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Parte la corsa per aggiudicarsi il numero 10 di Downing Street. Con le dimissioni del Premier britannico conservatore David Cameron previste per inizio settembre, il processo che porterà i Tories ad affidare l’incarico al suo successore sarà lungo e periglioso.

Il Ministro degli Interni Theresa May è in lizza. Nonostante abbia fatto campagna contro la Brexit, le sue posizioni particolarmente rigide sull’immigrazione la rendono il candidato ideale per presentarsi ad un elettorato euroscettico.

L’ex-sindaco di Londra Boris Johnson ha dalla sua la forza di una vittoria quasi personale, vero leader della campagna per la Brexit in campo conservatore.

Alla fine i candidati dovranno essere al massimo due, al momento sono 4: il Ministro al Lavoro e alle Pensioni Stephen Crabb e l’ex-Segretario alla Difesa Liam Fox si sono già candidati ufficialmente.

Una prima fase di scelta avverrà con votazioni successive, ogni martedì e giovedì, da parte dei deputati conservatori. Quando i candidati saranno soltanto due, la parola passa alla base del partito che si esprime con un voto per corrispondenza. Sempre che non resti un unico candidato. In quel caso diventa automaticamente il Premier in pectore.

Intanto continua il logoramento in casa laburista, a tal punto che anche il Premier uscente David Cameron si è così rivolto a Jeremy Corbyn durante una più che movimentata sessione alla Camera dei Comuni:

“Potrebbe anche essere nell’interesse del mio partito che resti al suo posto, ma non è certo nell’interesse nazionale. E, per l’amore del cielo, dimettiti” ha detto Cameron rivolgendosi a Corbyn che ha ascoltato impassibile.

Corbyn è diventato ufficialmente il capro espiatorio di una campagna giudicata non sufficientemente aggressiva in favore del “Remain”. Sfiduciato dal partito con un giudizio non vincolante, resta ancora a galla facendo valere l’ampio appoggio della base.

Ma anche per il Labour ormai la lotta per la successione è soltanto questione di tempo. Tra le più quotate al momento Angela Eagle, fresca di dimissioni come Ministro ombra alle Attività produttive e vista come possibile leader di una sinistra meno intransigente di quella di Corbyn.

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