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Tecnologia, le donne pakistane diventano imprenditrici con l'e-commerce

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Tecnologia, le donne pakistane diventano imprenditrici con l'e-commerce

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Nella cucina di Sam’s Cake Factory, i dipendenti sono occupati a confezionare torte e altri prodotti dolciari.

Un’attività che, qui a Karachi, in Pakistan, non sarebbe mai nata senza le reti sociali. Tutto è iniziato alcuni anni fa, quando Sumaira Waseem, all’epoca casalinga, cercò un modo per mettere a frutto il suo talento di pasticcera.

“Abbiamo creato Sam’s Cake Factory quattro anni fa attraverso Facebook – racconta – Confezionavamo circa quattro torte alla settimana, ma adesso riceviamo ordini per cinquanta. Tutto il marketing viene fatto tramite Facebook e il nostro sito Internet”.

Un successo raggiunto con l’e-commerce.

La diffusione della banda larga e degli smartphone ha connesso un’ampia fetta della popolazione pakistana. A vantaggio soprattutto delle donne, che ora possono gestire attività commerciali, con meno restrizioni sociali rispetto al passato.

Alcune lo fanno attraverso il sito di Nadia Patel Gangjee: “Il mio sito, Sheops, permette alle donne di vendere online, raggiungendo un pubblico molto vasto. Quando abbiamo iniziato, eravamo soltanto in cinque, mentre adesso siamo una community di oltre 26mila donne. E continuiamo a crescere”.

Jehan Ara presiede un’associazione che assiste le donne pakistane nello sviluppare un progetto di business, fornendo loro gli strumenti e le competenze tecnologiche.

Jehan Ara, Pakistan Software Houses Association for IT & ITES (P@SHA): “Alcune famiglie sono molto conservatrici e non accettano che figlie o mogli escano di casa per lavorare. Ma ora le donne possono vendere qualunque cosa con l’e-commerce”.

Un fenomeno in rapido aumento che potrebbe regalare alle donne pakistane nuove opportunità di affermazione personale e maggiore indipendenza.

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