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Festival Eurovisione: vittoria ucraina con qualche polemica

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Festival Eurovisione: vittoria ucraina con qualche polemica

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Il festival dell’Eurovisione si è chiuso con la vittoria della cantante ucraina e le polemiche russe per una canzone un po’ troppo politica: 1944, che Jamala ha cantato in Inglese e Tataro, parla dell’espulsione dei Tatari dalla Crimea ad opera di Stalin. Jamala ha battuto il cantante russo, dato per favorito alla vigilia e finito solo terzo.

“Per me è un grande onore, e allo stesso tempo una grande responsabilità – commenta la vincitrice, di origine tatara -: devo dire che ero sicura che quando canti, quando parli della verità questo può davvero toccare le persone”.

Jamala ha vinto per la somma tra le preferenze della giuria e quelle del pubblico, ma non era prima in nessuna delle due graduatorie: preferita dalla giuria era l’australiana, d’origine coreana, Dami.

Mentre il preferito dal voto popolare era il russo, Sergey Lazarev, solo quinto a pari merito con il Belgio per la giuria. Il voto cumulato lo riporta al terzo posto. Per Mosca si è trattato di un voto politico: “Oggi anche se sei il più grande vocalista al mondo, la tua cittadinanza russa ti impedisce
l’accesso al primo posto”, ha commentato il vice-premier russo della Crimea, Ruslan Balbek.

Il cantante comunque non la prende troppo male:
“Abbiamo fatto tanto per rappresentare bene il nostro Paese. Penso che ci siamo riusciti. Almeno gli spettatori in tutta Europa ci hanno messi al primo posto, è la cosa più importante”.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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