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Messico: manifestazione nella capitale. Le famiglie dei 43 studenti scomparsi vogliono la verità

Una nuova manifestazione a Città del Messico. L’ennesima, per chiedere la verità sulla sorte dei 43 studenti scomparsi 19 mesi fa. Centinaia le

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Messico: manifestazione nella capitale. Le famiglie dei 43 studenti scomparsi vogliono la verità

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Una nuova manifestazione a Città del Messico. L’ennesima, per chiedere la verità sulla sorte dei 43 studenti scomparsi 19 mesi fa. Centinaia le persone che hanno deciso di scendere per le strade della capitale, al fianco dei familiari dei ragazzi spariti. La protesta è stata organizzata dopo l’annuncio che il Gruppo Interdisciplinare di Esperti Indipendenti lascerà il Paese e di conseguenza smetterà di occuparsi del caso su cui sta investigando dallo scorso 30 aprile. Il GIEI aveva scoperto gravi irregolarità nelle indagini condotte dal governo.

“Il mondo è disgustato da questo immobilismo – commenta Felipe de la Cruz, portavoce dei familiari degli studenti scomparsi – Per questo noi continuiamo le nostre ricerche e chiediamo un’inchiesta approfondita e, al presidente Enrique Peña Nieto, di mantenere le promesse che ci ha fatto”.

“L’arrivo in Messico del GIEI, il Gruppo interdisciplinare di esperti indipendenti, è stato molto importante per noi – aggiunge Carmen Mendoza, madre di uno studente scomparso – siamo molto arrabbiati perché il governo cerca di buttarlo fuori dal Paese. Il governo aveva fretta che il GIEI se ne andasse perché ha scoperto molte cose finora nascoste”.

I parenti dei giovani chiedono che venga indagato Jesús Murillo. Secondo la versione dei fatti fornita dall’ex procuratore, i 43 ragazzi furono arrestati il 26 settembre 2014 a Iguala da poliziotti corrotti. Il giorno dopo, gli agenti li consegnarono a membri di un cartello della droga che li uccisero e bruciarono i corpi nei pressi di una discarica. Ma in quel luogo, secondo gli esperti del GIEI, non c‘è alcuna traccia dei resti dei giovani.