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Accordi e eventi che hanno marcato il 2015

Federica Mogherini: “È un giorno storico, è un onore annunciare che abbiamo raggiunto un accordo sul nucleare iraniano”. Dopo 12 anni di negoziati

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Accordi e eventi che hanno marcato il 2015

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Federica Mogherini:

“È un giorno storico, è un onore annunciare che abbiamo raggiunto un accordo sul nucleare iraniano”.

Dopo 12 anni di negoziati, lo scorso 14 giugno, l’Iran e la Comunità internazionale siglavano un accordo.

Qualche giorno prima, l’incontro tra il capo dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, e il presidente iraniano aveva rimosso l’ultimo ostacolo sulla riserva di uranio arricchito concessa all’Iran e le ispezioni da parte dell’Aiea.

Negoziati non semplici e uno sforzo diplomatico che entrerà nella storia. Nel 2013, un accordo preliminare firmato a Ginevra apre le porte a questo passo storico, che porterà alla revoca delle sanzioni contro l’Iran e a una probabile futura normalizzazione delle relazioni con gli Usa.

La stretta di mano del disgelo.Dopo l’annuncio, qualche mese prima, della normalizzazione delle relazioni tra Cuba e Stati Uniti Raúl Castro e Barack Obama si incontrano al vertice delle Americhe, a Panama, l’11 aprile.

La rimozione di Cuba dalla lista dei Paesi che sponsorizzano il terrorismo, permette l’avvicinamento.

È il 20 luglio e nell’ambasciata di Cuba a Washington sventola la la bandiera cubana

Quella degli Stati Uniti a Cuba è issata invece il 14 agosto, alla presenza di John Kerry a L’Avana.

È la prima visita di un segretario di stato americano negli ultimi 70 anni.

Obama e Castro si sono incontrati nuovamente a New York in occasione dell’assemblea generale dell’Onu.
Adesso inizia la parte più complicate per revocare l’embargo e per dare inizio alle procedure di espropriazione dei beni americani.

Sette giugno: elezioni in Turchia: l’esito mette fine a 12 anni di potere dell’Akp e alle ambizioni del presidente Erdogan di trasformare la Turchia in una repubblica presidenziale.

L’Akp perde la maggioranza assoluta che gli avrebbe consentito la riforma costituzionale.

L’elezioni del sette giugno sono storiche anche perché, per la prima volta, un partito curdo, l’Hdp, supera la soglia di sbarramento del 10%, la più alta al mondo, e entra in parlamento

Il risultato si deve in gran parte al carismatico leader Selahattin Demirtas, che con un programma di sinistra è riuscito a conquistare voti anche oltre la comunità curda.

I negoziati per formare un governo di coalizione però si risolvono in un nulla di fatto e i turchi sono costretti a tornare alle urne.

Intanto, nella cittadina di Suruc un attentato fa decine di morti, Ankara interrompe la tregua con il Pkk e in luglio bombarda le basi della guerriglia curda nel nord dell’Iraq, in rappresaglia agli attacchi contro poliziotti turchi. Le ostilità fanno centinaia di morti.

Sullo sfondo della violenza si tengono nuove consultazioni elettorali e Erdogan riconquista la maggioranza assoluta in parlamento che gli consente di riformare la Costituzione.

In Grecia, l’estrema sinistra di Alexis Tsipras vince le elezioni in gennaio, promettendo la fine dell’austerità.

Ma il leader di Syriza non riesce a convincere i creditori internazionali. A giugno Atene chiude le banche greche per interrompere la fuga di capitali. Con un referendum, a luglio, il popolo greco dice no alle misure di austerità estrema volute da Bruxelles.

Il giorno dopo il referendum, il ministro delle Finanze greco ,Yannis Varoufakis, si dimette, mentre Tsipras si piega ai diktat della troika.
Il parlamento vota il terzo piano di salvataggio e il suo partito si spacca. Il premier Tsipras non ha più la maggioranza in parlamento e convoca elezioni anticipate.

Malgrado il piano lacrime e sangue imposto dalla Troika, Tsipras è rieletto dai greci.

Venti secessionisti soffiano in Catalogna. Che chiede l’indipendenza.
Di fatto le elezioni regionali di settembre diventano un passaggio cruciale nella sfida che, da tempo, oppone il governo di Barcellona, e il suo presidente Artur Mas, a quello centrale di Madrid.

Il 27 settembre gli indipendentisti fanno incetta di seggi, ma non hanno la maggioranza di voti per legittimare una separazione che è comunque da sempre respinta dal governo centrale.

Nonostante tutto il nove novembre, il parlamentino regionale approva una risoluzione che avvia il processo di separazione dalla Spagna in 18 mesi.
Mariano Rajoy far ricorso alla Corte costituzionale.

Che il 2 dicembre, senza sorpresa alcuna e all’unanimità, respinge la risoluzione della giunta regionale catalana, dichiarandola illegale.

Il 24 marzo un A320 della Germanwings si schianta contro le Alpi francesi, con 150 persone a bordo. Non c‘è nessun sopravvissuto.

Dopo 8 minuti di volo a bassa quota e senza rispondere ai controllori di terra, l’aereo, che faceva la tratta Barcellona Dusseldorf, si disintegra.
La prima scatola nera viene rinvenuta.

Il giorno dopo François Hollande, Angela Merkel et Mariano Rajoy rendono omaggio alle vittime.

Mentre la scatola nera rivela un’atroce realtà. Non si è trattato di un incidente, ma di un gesto insano e volontario portato a termine dal copilota.
Il pilota, assentatosi per un attimo, non è più riuscito a entrare nella cabina di pilotaggio, permettendo che il dramma si consumasse.

L’inchiesta rivelerà che il copilota Andreas Lubitz prendeva antidepressivi e che nel 2009 aveva informato la Lufthansa di essere affetto da depressione.

Il dramma rimette in discussione le misure di sicurezza e di accesso alla cabina di pilotaggio di un aereo.

Il 2015 sta per finire e sarà probabilmente l’anno più caldo di sempre, da quando si registra la temperatura, mentre la conferenza Onu sul clima si è chiusa con l’adozione di un accordo, sabato 12 dicembre.

L’accordo salutato come storico è riuscito a mettere insieme gli interessi di 195 Paesi. L’obiettivo è quello di contenere sotto la soglia di 2 gradi – 1,5 è ancora meglio – l’aumento della temperatura del pianeta rispetto al periodo preindustriale.

Per raggiungerlo, resta prioritario eliminare i gas a effetto serra e già entro il 2050, equilibrare energia verde e energia tradizionale.

Il patto, che entrerà in vigore nel 2020, prevede un meccanismo di controllo e revisione con cadenza quinquiennale, la prima verifica è fissata per il 2025.
È stato inoltre inserito e rafforzato un meccanismo di compensazioni economiche per aiutare in Paesi in via di sviluppo nella fase di adattamento: a partire dal 2020 i Paesi ricchi destineranno a quest’ultimi 100 miliardi di dollari all’anno.