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Dopo l'attacco, i londinesi non rinunciano alla metro

L’antiterrorismo britannico interroga l’aggressore della metro di Londra e perquisisce la sua casa non lontano dalla stazione di Leytonstone, dove i

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Dopo l'attacco, i londinesi non rinunciano alla metro

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L’antiterrorismo britannico interroga l’aggressore della metro di Londra e perquisisce la sua casa non lontano dalla stazione di Leytonstone, dove i londinesi riprendo la loro quotidianità.

“Ho intenzione di conservare il mio stile di vita così com‘è – dice Khaty Malbon, un’anziana abitante della capitale inglese – Sento che la loro violenza non porterà a nulla”.

“La polizia ha reagito molto velocemente. Io ero sull’autobus e hanno subito bloccato il traffico e disposto un meccanismo di sicurezza – ricorda Catherine Hegarty, una residente della City – Quindi la reazione è stata molto veloce. Questo è positivo. Se le cose devono accadere, purtroppo accadono”.

“Onestamente quello che è successo ieri è veramente terribile, ma è solo una persona che ha idee selvagge e quindi non credo che accadrà di nuovo – aggiunge Emily Medway, una giovane londinese – Non c‘è motivo di preoccuparsi di viaggiare, perché altrimenti non andremmo mai da nessuna parte”.

Gli investigatori inglesi non si sbilanciano nell’indicare l’episodio come un’azione organizzata oppure isolata e invitano i testimoni a consegnare i video ripresi durante l’attacco.