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LuxLeaks, l'informatore e il reporter a rischio carcere. Ong chiedono protezione per le "talpe"

A un anno dallo scandalo Luxleaks ancora nessuna legge in Europa protegge gli informatori. Antoine Deltour, l’uomo che ha reso possibile l’inchiesta

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LuxLeaks, l'informatore e il reporter a rischio carcere. Ong chiedono protezione per le "talpe"

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A un anno dallo scandalo Luxleaks ancora nessuna legge in Europa protegge gli informatori. Antoine Deltour, l’uomo che ha reso possibile l’inchiesta consegnando le 28 mila pagine contenenti gli accordi fiscali tra il Lussemburgo e centinaia di multinazionali rischia 5 anni di carcere e una multa da capogiro. Stesso destino per il reporter francese Edouard Perrin, accusato di aver rubato informazioni.

A Bruxelles un gruppo di Ong, tra cui Oxfam e Eurodad (European network on Debt and Development), temono che i casi di Deltour e Perrin possano influire negativamente sulle indagini future.

“Chiediamo all’Unione europea di muoversi per garantire protezione agli informatori” spiega Aurore Chardonnet di Oxfam“Il problema oggi è che queste persone si sentono sempre meno protette e il rischio è di averne sempre meno disposte a denunciare quello che non va. Il loro ruolo è fondamentale per il lavoro d’indagine compiuto anche dalla Commissione europea. Abbiamo bisogno di loro”.

A seguito dello scandalo LuxLeaks la Commissione ha accelerato le indagini sulle pratiche del tax ruling in Europa, avviando insieme al Consiglio europeo una politica della trasparenza. Alla quale, però, alcuni attivisti non credono.

“Parlano di aver creato trasparenza, ma non c‘è nessuna informazione in più per i cittadini” spiega Tove Rydling a Euronews “Ancora non siamo in grado di sapere quanto le multinazionali pagano di tasse, o quanto dovrebbero, perché alcune continuano a non pagarle. E’ un problema che durerà ancora a lungo”.

Dopo Starbucks e Fiat and Financing, nel mirino dell’esecutivo europeo ci sarebbero secondo fonti olandesi, le filiali di Kraft Food e Microsoft nei Paesi Bassi. Informazione non ancora confermata da Bruxelles.