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Test in corso a Lesbo per identificare più rapidamente i richiedenti asilo

L'obiettivo è quello di evitare le frodi, in particolare sulla nazionalità

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Test in corso a Lesbo per identificare più rapidamente i richiedenti asilo

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Ridurre, se possibile, il numero delle tragedie del mare, identificare con sicurezza i migranti prima che comincino a circolare sul continente. Frontex, l’agenzia europea che controlla le frontiere esterne sta sperimentando una nuova procedura sull’isola greca di Lesbo, uno dei punti caldi sulla rotta delle migrazioni. L’obiettivo pare quello di evitare le frodi, per esempio riguardo alla nazionalità:

“Stiamo provando a organizzare legalmente il flusso dei rifugiati e le richieste di asilo – dice Elhadj As Sy, segretario generale della Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa – Perché se lo si fa nella legalità si taglia l’erba sotto i piedi ai trafficanti. Chi arriva si sentirà più in sicurezza e l’accoglienza verrà gestita meglio”.

Se positivo, il test in corso potrà essere ripetuto altrove.

In teoria, a chi si registra, non dovrebbe essere impedito di andare verso il nord-Europa, anche se le regole di Dublino prevedono che un rifugiato debba richiedere asilo nel paese dell’Unione in cui approda. È per questo che la maggior parte dei profughi si sposta clandestinamente.

Intorno al cosiddetto hot spot di Lesbo è stato messo il filo spinato e il centro è sorvegliato da poliziotti antisommossa.