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Governo libanese approva piano per crisi rifiuti ma a Beirut la protesta continua

Il governo libanese ha approva il piano destinato a chiudere la crisi dell’immondizia. D’ora in poi la responsabilità di gestire lo smaltimento dei

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Governo libanese approva piano per crisi rifiuti ma a Beirut la protesta continua

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Il governo libanese ha approva il piano destinato a chiudere la crisi dell’immondizia. D’ora in poi la responsabilità di gestire lo smaltimento dei rifiuti ricadrà sulle amministrazioni. Ma la decisione arriva mentre continuano le proteste a Beirut dove il malcontento della popolazione si riversa ormai sull’intera classe politica.

“È da tanto che il Libano avrebbe bisogno di una vera rivoluzione, una rivoluzione fatta dalla gente dalla A alla Z” dice Roula, una manifestante. “Non ne possiamo più del governo e di questi partiti, gente che ormai più che leader politici sono dittatori a capo delle loro tribù, dei loro clan”.

Il Libano è vittima di un’impasse politico-istituzionale che ha impedito l’elezione del nuovo Capo dello Stato. L’incarico è vacante da maggio dello scorso anno nonostante 28 tentativi di elezione.

La crisi dei rifiuti ha catalizzato le critiche verso un Parlamento in preda alle divisioni che rispecchiano quelle del panorama politico e sociale del Paese: il blocco guidato dagli sciiti di Hezbollah da un lato, alleati del regime siriano di Bashar Al Assad e dell’Iran; quello dell’ex-Premier sunnita Saad Hariri che gode dell’appoggio di Stati Uniti e Arabia Saudita dall’altro.

In assenza di elezioni sin dal 2009, l’attuale Parlamento ha prolungato il proprio mandato già due volte.