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Ucraina: la testimonianza di un soldato russo arrestato

Mentre l’Unione europea denuncia l’escalation degli scontri nell’Ucraina orientale, in violazione del cessate il fuoco, euronews ha parlato con un

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Ucraina: la testimonianza di un soldato russo arrestato

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Mentre l’Unione europea denuncia l’escalation degli scontri nell’Ucraina orientale, in violazione del cessate il fuoco, euronews ha parlato con un militare russo catturato dalle forze ucraine che spiega come Mosca recluti i soldati da inviare a combattere a fianco dei separatisti filo-russi.

Vladimir Starkov è stato arrestato il 25 luglio scorso alla guida di un camion partito da Donetsk e carico di munizioni, mentre cercava di raggiungere il villaggio di Yasne, controllato dai ribelli. Non conoscendo la zona, è però incappato in un posto di blocco sorvegliato dalle forze ucraine a Berezove.

Euronews lo ha incontrato nel carcere di Kiev dove è attualmente detenuto.

“Quando mi hanno catturato – ricorda Starkov -, ricoprivo il ruolo di maggiore nelle forze armate della Federazione russa. La mia posizione era di capo dei servizi missilistici e dell’artiglieria nell’unità militare di Novocherkassk, in Russia”.

Interrogato dai servizi segreti ucraini, ha rivelato che circa duemila militari russi sono attualmente dispiegati nell’Ucraina orientale.

Molti non sono volontari, proprio come non lo era Starkov, che soltanto a marzo ha scoperto la sua nuova assegnazione.

“Ci riunirono in una sala conferenze – aggiunge Starkov – e ci annunciarono che ufficialmente saremmo stati assegnati a Rostov, come previsto, ma che avremmo servito in Ucraina: nelle Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk. E ci vietarono di dirlo alle nostre famiglie”.

Starkov era addetto alla gestione delle armi. Quando è stato catturato, era in possesso di documenti fasulli, per non essere identificato come russo, e di munizioni destinate ai ribelli.

“Queste armi non sono prodotte in Ucraina – dichiara Vitaly Lytvinenko, addetto stampa dell’intelligence ucraina -. E qui c‘è la bolla di accompagnamento, che dice che sono proprietà di un’unità militare russa”.

Dopo il suo arresto, Starkov ha cercato di comunicare con la sua famiglia, ma le sue chiamate sono state respinte. Inutile anche il nostro tentativo.

Senza risposta anche le richieste inviate al Ministero della Difesa russo e all’ambasciata russa a Kiev per chiedere conferma dell’identità di Starkov.

Mosca nega di inviare soldati a combattere nel Donbass.

A maggio, dopo l’arresto di altri due militari russi in Ucraina, il Cremlino affermò che non facevano più parte delle forze armate.
Starkov sarà processato per terrorismo.