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Tassi d'interesse: la tempistica è tutto

Rialzo sì, rialzo no. O meglio: quando avverrà il rialzo dei tassi d’interesse? E chi farà la prima mossa? La suspense è alle stelle, dopo che la

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Tassi d'interesse: la tempistica è tutto

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Rialzo sì, rialzo no. O meglio: quando avverrà il rialzo dei tassi d’interesse? E chi farà la prima mossa?
La suspense è alle stelle, dopo che la Banca d’Inghilterra ha deciso, nella sua ultima riunione, di lasciare fermi i tassi allo 0,5 per cento. Dai verbali emerge che il Comitato di politica monetaria non ha fretta.

Il governatore Mark Carney ha detto che la banca non è in grado di prevedere il momento esatto in cui sarà fatto questo passo, che dipende dagli sviluppi dell’economia.

Che è anche quel che ha detto lo scorso giugno Janet Yellen, la sua omologa alla Fed, quando ha collegato il costo del denaro ai dati economici.

Il tasso d’inflazione è ancora basso in entrambi i paesi. Gli Stati Uniti sono fermi allo 0,2 per cento, mentre il Regno Unito segna un’inflazione a tasso zero.

Secondo gli analisti, dopo gli ultimi dati sull’occupazione negli Stati Uniti pubblicati venerdì scorso, la Fed potrebbe alzare i tassi d’interesse già a settembre.

Per comprendere meglio la questione, è con noi come sempre Nour Eldeen al Hammoury, chief market strategist presso ADS securities.
Daleen Hassan ,euronews: “La Banca d’Inghilterra si sta comportando in modo simile alla Fed, per quanto riguarda il rialzo dei tassi d’interesse e la mancanza di chiarezza sui tempi. Secondo lei chi farà il primo passo, chi è in grado di prendere questa decisione?”

Nour Eldeen al Hammoury: “È ancora presto per parlare di un rialzo dei tassi da parte di entrambe le banche. L’anno scorso la Federal Reserve ha promesso che avrebbe alzato i tassi dopo un paio di riunioni. Prima hanno detto marzo, poi hanno rinviato a giugno, e infine a settembre.
Ora il rialzo potrebbe essere ulteriormente rinviato, da settembre a dicembre, o forse addirittura all’anno prossimo. Nel Regno Unito la Banca d’Inghilterra potrebbe essere più trasparente della Fed, l’abbiamo visto nelle ultime dichiarazioni e nelle minute delle riunioni.
Nel frattempo, l’unico elemento mancante prima che si alzino i tassi è l’inflazione, che rimane bassa e probabilmente lo resterà per un po’, a causa del calo dei prezzi del petrolio.
Quindi, la Bank of England sembra avere più probabilità di alzare i tassi prima della Fed, ma resta il problema dell’inflazione, se salirà per consentire alle due banche centrali di alzare i tassi oppure no”.

Daleen Hassan, euronews: “Abbiamo detto la scorsa settimana che la sterlina è rimasta forte. Pensa che i mercati stiano cominciando a valutare la sterlina sulla base di un imminente rialzo del tasso d’interesse,come è successo con il dollaro?”

Nour Eldeen al Hammoury: “Non ancora. Tuttavia, la sterlina britannica ha mostrato una stabilizzazione notevole nelle ultime tre settimane, è stata scambiata contro il dollaro in una forchetta compresa fra l’1,53 e l’1,57.
Questa stabilizzazione dimostra la forza della sterlina rispetto ad altre valute, come l’euro, che è sceso di nuovo contro il dollaro.

Nel frattempo, e dopo che la BoE ha annunciato che il rialzo dei tassi dipenderà dai dati, le prossime pubblicazioni dei dati economici avranno un impatto notevole e significativo sui mercati, e sulla sterlina molto più di prima, poiché cifre positive permetterebbero a investitori e operatori di iniziare a scambiarla in previsione di un rialzo dei tassi, com‘è accaduto con il dollaro Usa quest’anno”.

L’ambizioso obiettivo dell’Egitto di espandere il canale di Suez in un anno è stato realizzato con l’apertura ufficiale la scorsa settimana.
Ma questa grande cerimonia è solo l’inizio di un’enorme sfida che richiederà ai settori pubblico e privato di lavorare sodo per sviluppare progetti di investimento nell’area del Canale.
In Business Snapshot vediamo alcuni numeri da tenere a mente.

Nuovo canale di Suez, nuove sfide

La cerimonia d’inaugurazione del nuovo canale di Suez è stata all’altezza dei costi di realizzazione: 8 miliardi di dollari, che però sollevano dubbi e perplessità. In particolare: questa colossale impresa porterà davvero i benefici economici promessi?

Al progetto hanno lavorato per 12 mesi 400 imprese e 25 mila operai, scavando un nuovo canale lungo 35 chilometri e allargando il canale originale per 37 chilometri. In questo modo la capacità è stata espansa da 49 a 97 navi al giorno, e si prevede che le entrate raddoppino, raggiungendo i 13 miliardi e mezzo di dollari entro il 2023.

Secondo stime ufficiali, l’area intorno al canale potrebbe fornire lavoro a circa un milione di persone.

Ma la creazione di posti di lavoro dipenderà dalla capacità di attrarre investimenti per poter costruire fabbriche o strutture logistiche nelle aree industriali previste intorno al canale. Per milioni di egiziani una speranza, in un paese dove oltre il 20 per cento della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà.

È tutto per oggi, condividete le vostre riflessioni attraverso i social network di euronews usando l’hastag #businessmiddleeast.