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Immigrazione: il ruolo dell'Europa nella ricollocazione dei rifugiati

L’Europa si spacca sulla destinazione dei rifugiati. Solo 32mila trovano sistemazione. All’inizio dovevano essere 40mila, invece saranno 8mila di

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Immigrazione: il ruolo dell'Europa nella ricollocazione dei rifugiati

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L’Europa si spacca sulla destinazione dei rifugiati. Solo 32mila trovano sistemazione.

All’inizio dovevano essere 40mila, invece saranno 8mila di meno ad essere ricollocati in Europa.

È quanto scaturisce dall’accordo raggiunto tra i 28 paesi dell’Ue sui migranti bisognosi di protezione internazionale. Si tratta ovviamente di un accordo politico su di un tema sensibile dove in molti paesi che hanno elezioni amministrative alle porte, i candidati si giocano il proprio destino su tematiche del genere. La domanda, che spesso resta senza risposta, è: chi se li prende?

La redistribuzione “relocation” dei 40mila rifugiati giunti in Italia (24mila) e in Grecia (16mila) da Siria, Iraq, Somalia ed Eritrea a partire dal 15 aprile scorso è il nodo gordiano da sciogliere.

I ministri dei 28 paesi UE sono arrivati a offrire 32.256 posti nei vari Stati membri, con 7.744 posti che mancano ancora all’appello. I numeri sono deficitari, ma il funzionamento del dispositivo verrà riesaminato entro la fine dell’anno, per decidere come sistemare quelle migliaia di persone che sono rimaste fuori, senza dimenticare le altre che certamente arriveranno.

A tutt’oggi il “buco” avrebbe potuto essere più largo se non fosse per una compensazione con l’altro dispositivo approvato, quello del reinsediamento o “resettlement” volontario nell’Ue di 20mila rifugiati provenienti dai campi profughi di vari paesi terzi. Cosa vuol dire? Che alcuni Stati membri hanno offerto 4mila posti in più del previsto, di cui 2mila sono stati riassegnati alla “relocation”. In pratica alcuni stati si sono dimostrati virtuosi accettando contingenti che non erano tenuti a ricevere.

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In cambio della “relocation”, Italia e Grecia si sono impegnate ad applicare le direttive che impongono l’identificazione, con la presa delle impronte digitali, di tutti i migranti irregolari in arrivo, e di esaminare rapidamente ed efficacemente le richieste d’asilo, predisponendo centri appositi sul territorio. Soprattutto i dati biometrici sono fondamentali visto che molti rifugiati spesso mentono nelle interviste di identificazione. Secondo le regole fin qui applicate si può richiedere lo status di rifugiato nel primo paese in cui si arriva, ma molte di queste persone puntano ad andare in Europa centro settentionale e quindi forniscono alle autorità italiane false generalità.

Questi i dati più recenti sull’immigrazione.

Questi i dati più recenti
sull’immigrazione.