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Partenariato Orientale, Bruxelles va avanti (con cautela) nell'avvicinamento a Est

L’Unione europea procede, con cautela, nell’avvicinamento a Est. Da Riga, dove si è tenuta la riunione con i 6 Paesi un tempo parte dell’ex Unione

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Partenariato Orientale, Bruxelles va avanti (con cautela) nell'avvicinamento a Est

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L’Unione europea procede, con cautela, nell’avvicinamento a Est. Da Riga, dove si è tenuta la riunione con i 6 Paesi un tempo parte dell’ex Unione Sovietica e oggi all’interno del cosiddetto Partenariato Orientale, Bruxelles conferma l’impegno a procedere con scambi commerciali, economici e politici.

Un processo, che come afferma il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk non avverà in modo forzato:“L’Unione europea è un partner lungimirante: il nostro modo di agire, così come dimostrato anche nel corso del vertice di Riga, non consiste nel prendere decisioni drammatiche o fare passi più lunghi della gamba. La relazione con i 6 Paesi del Partenariato Orientale si basa su: libero arbitrio, rispetto e uguaglianaza, si procederà gradualmente”.

La cautela europea è legata ai difficili rapporti con la Russia, ma soprattutto alla crisi ucraina. Bruxelles ha invitato di nuovo Mosca a rispettare gli accordi di Minsk. Mentre sono stati confermati altri 1,8 miliardi di aiuti a Kiev. Da Riga, Petro Poroshenko ribadisce la sua propensione verso Bruxelles. “All’interno del Partenariato Orientale ogni Paese gode di una possibilità e di un’opportunità” ha dichiarato Poroshenko “Ed è questa la principale differenza con la Russia. Perché tutti i Paesi sotto l’influenza russa devono seguire gli stessi principi dettati dal centro”.

La posizione ucraina, però, sembra trovare il plauso soltanto di altri due Paesi del Partenariato, come spiega la nostra inviata a Riga. I sei Paesi del Partenariato Orientale sono chiaramente divisi in due campi: Ucraina, Georgia e Moldavia puntano a diventare membri dell’Unione europea, mentre Armenia, Azerbaigian e Bielourussia non hanno la stessa aspirazione. Si tratta dchiaramente di posizioni molto diverse. Alcuni osservatori credono che Bruxelles dovrà cambiare forma alle relazioni con i vicini dell’est.