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Nepal, gli aiuti bloccati all'aeroporto di Kathmandu

Mentre a Kathmandu le squadre sono al lavoro per rimuovere le macerie degli edifici crollati, nuove repliche di terremoto sono state registrate in

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Nepal, gli aiuti bloccati all'aeroporto di Kathmandu

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Mentre a Kathmandu le squadre sono al lavoro per rimuovere le macerie degli edifici crollati, nuove repliche di terremoto sono state registrate in Nepal, due delle quali superiori ai 4 gradi sulla scala Richeter.

Contro ogni speranza, sabato, 8 giorni dopo il sisma, 3 persone sono state estratte vive dalle macerie. Tra di loro un uomo di 105 anni.

Ma i miracoli sono rari e il quotidiano è fatto di difficoltà e paradossi: gli aiuti umanitari, arrivati in massa da tutto il mondo, restano in parte stoccati all’aeroporto di Kathmandu. La responsabile delle operazioni umanitarie dell’Onu Valerie Amos ha lamentato la lentezza con cui le autorità procedono allo sdoganamento.

“Sappiamo che molti aiuti sono arrivati dall’estero ma che non sono ancora arrivati dove dovrebbero” dice un sfollato nel campo di Kathmandu. “Gli aiuti vanno distribuiti, non ha senso farli arrivare da fuori e poi tenerli bloccati”.

Il Direttore dell’aeroporto di Kathmandu ha spiegato che nessun velivolo che superi le 196 tonnellate complessive potrà atterrare sull’unica pista della struttura, che potrebbe restare danneggiata.

Il sisma del 25 aprile ha fatto 7.200 morti. Un bilancio che secondo le autorità potrebbe ancora aggravarsi.