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Brasile in fiamme: 9 cittadini su 10 contro la riforma del lavoro voluta alla politica

No alla esternazionalizzazione delle risorse. Migliaia di persone sono scese in strada coordinate dai sindacati per protestare contro il progetto di

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Brasile in fiamme: 9 cittadini su 10 contro la riforma del lavoro voluta alla politica

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No alla esternazionalizzazione delle risorse. Migliaia di persone sono scese in strada coordinate dai sindacati per protestare contro il progetto di legge che permetterebbe alle aziende di trovare all’esterno le risorse, soprattutto umane per il proprio lavoro, al di fuori quindi di qualsiasi diritto sindacale. La camera ha approvato la legge in seduta notturna. Entro la fine del mese sarà la volta del senato.

Fra le proteste più violente quella nella capitale Brasilia. Decine gli arresti e i feriti in tutto il paese.

La crisi economica e gli scandali legati sia alle mazzette versate dalla compagnia petrolifera Petrobras per pagare le campagne elettorali di alcuni deputati, sia iniziative come quella di un magistrato che ha cercato di bloccare l’applicazione whatsup, che in Brasile è usata per convocare rapidamente proteste, non hanno fatto altro che esacerbare gli animi. Senza dimenticare gli scandali-corruzione legati a mondiali di calcio e olimpiadi.

Il timore di sindacati e lavoratori è che esternalizzare la forza lavoro possa far tornare indietro le leggi sui lavoratori di decine di anni favorendo il caporalato. L’immagine della ex guerrigliera Djlma Rousseff è oscurata da tempo e la presidentessa non è più l’amata erede di Lula. E i dati economici non invitano certo all’ottimismo