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Riecco l'Intervision! Mosca rinnega l'Eurovision, ritorna il Festival 'sovietico'

Se la musica è uno strumento di dialogo, le competizioni musicali vengono spesso strumentalizzate. Le nuove, difficili relazioni tra la Russia e

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Riecco l'Intervision! Mosca rinnega l'Eurovision, ritorna il Festival 'sovietico'

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Se la musica è uno strumento di dialogo, le competizioni musicali vengono spesso strumentalizzate.

Le nuove, difficili relazioni tra la Russia e l’Occidente rispolverano anche antiche divisioni che in tanti credevano sepolte sotto le macerie del Muro di Berlino. Al punto che a Mosca avanza, a fatica, il progetto di riportare al successo l’Itervision Song Contest, un cimelio della Guerra Fredda che fu organizzato, con grande successo, tra il 1977 e il 1980 in contrapposizione al più popolare Eurovision Song Contest.

Durante la guerra fredda, Oriente e Occidente gareggiato in tutto. Gli alleati occidentali hanno la Nato, il blocco orientale il Patto di Varsavia. L’Occidente ha il mercato comune, l’Unione sovietica il Comecon. Oggi però la Russia è membro dell’Unione europea della radiodiffusione, il club delle emittenti occidentali che organizzano la manifestazione, e ha diritto a partecipare all’Eurovision.

L’idea della nuova scissione è nata in seguito alle polemiche di alcuni esponenti politici russi dopo la vittoria di Conchita Wurst all’Eurovision Song Contest nel 2014. Le autorità di Mosca non hanno gradito il trionfo della drag queen barbuta e voglio un programma che non dia spazio alla cultura LGBT. Nell’ultimo anno, inoltre, si è consumato l’allontanamento della Russia rispetto all’Occidente, a causa della Guerra in Ucraina.

Un periodo storico in cui torna, soprattutto a Mosca, il valore della propaganda. Il concorso, però, dfoveva riprendere nello scorso ottobre, invece è stato spostato al 2015 e dovrebbe svolgersi a Sochi, sfruttando le strutture olimpiche come è già accaduto nel 2008 per volere di Vladimir Putin.

La storia dell’Intervision Song Contest

Anche al di là della Cortina di ferro in tv si indossano paillettes e si canta: Intervision nasce nell’agosto del 1961, una settimana dopo la posa della prima pietra del muro di Berlino. Con la divisione, ormai fisica, dell’Europa, gli artisti dell’Est si limitano a cantare nei cantieri navali di Danzica in Polonia.

Ed è per questo che l’idea di un Festival nasce proprio da un pianista polacco: Wladyslaw Szpilman.

Musicista ebreo, prima della Seconda Guerra mondiale lavora in una Radio polacca. Il 23 settembre 1939, quando i nazisti attaccarono Varsavia, Szpilman esegue in diretta il Notturno di Chopin in do diesis minore. È l’ultima musica dal vivo trasmessa dalla radio polacca fino alla fine della guerra. Decenni più tardi Szpilman diviene famoso grazie al film ‘Il Pianista’ di Roman Polanski che racconta la sua fuga dalla deportazione e i mesi trascorsi a nascondersi.

Szpilman capisce che il porto di Danzica non è il miglior luogo per fare musica e, nel 1964, trasferisce l’organizzazione della manifestazione nella località balneare di Sopot, sempre in Polonia.

La decisione di sfidare l’Eurovision Song Contest arriva nel 1970. A proporla è il direttore della televisione polacca che intuisce la grande popolarità dell’Eurovision in Occidente e vuole avere un Eurovision orientale per usarlo come strumento di propaganda.

Nel 1977, il concorso viene ufficialmente rinominato Intervision Song Contest. Dietro il cambio di nome c‘è la voglia di dimostrare all’Occidente che tutti possono cantare e cantare meglio.

A differenza dell’originale, però, l’Intervision si tiene sempre nello stesso luogo, in Polonia, e non ci sono limiti di tempo per le esibizioni. Da qui nasce, ad esempio, il record di una interprete dell’allora Cecoslovacchia la cui esibizione dura 45 minuti.

L’ambizione dell’Intervision non si limita all’Unione Sovietica e i suoi stati satelliti. Nel tentativo di superare Eurovision e affermarsi come il festival musicale più importante del mondo, il concorso comunista era aperto ad artisti provenienti da tutto il mondo, compresa Cuba, ovviamente.

Ma anche la Finlandia, così determinata a restare neutrale nella Guerra fredda, tanto da partecipare sia a Intervision che a Eurovision.

L’altra particolarità dell’Intervision è stata quella di aver regalato al suo pubblico una finestra sull’Ovest: milioni di telespettatori nel blocco sovietico, infatti, rimanevano incollati alla tv durante l’intervallo, quando venivano proposti i grandi artisti occidentali. Gloria Gaynor è stata una delle poche artiste provenineti dall’Ovest ad essere inviatat a Sopot.

Il programma era così popolare che, ricorda lo storico conduttore Jacek Bromski, “un giorno ero a Mosca, per il festival del cinema, e c’era Robert De Niro. Mentre parlavo con lui, un giovane corse verso di noi con un taccuino e una penna. Mi feci da parte, perché pensavo che volesse avvicimarsi a De Niro. Ma ha detto, ‘Signor Bromski, posso avere il tuo autografo?’ Non mi ero mai reso conto di essere così popolare in Russia”.

La storia di Intervision, inotlre, si intreccia con quella di Solidarnosc. Il primo sciopero organizzato al cantiere Lenin di Danzica, “fu voluto in concomitanza proprio con il festival per ottenere visibilità”, ricorda Bromski.

Dopo il 1980 Intervision chiude i battenti. L’anno successivo, le autorità polacche dichiarano la legge marziale. Nella guerra fredda dei concorsi canori, Eurovision emerge vittorioso. Non molto tempo dopo, il muro di Berlino crolla e il comunismo viene consegnato alla storia.