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In Andalusia conferma socialista, ma Podemos segna la fine del bipartitismo

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Di Salvatore Falco  Agenzie:  Francisco Fuentes
In Andalusia conferma socialista, ma Podemos segna la fine del bipartitismo

<p>Siviglia, la capitale dell’Andalusia, la regione più popolata della Spagna, con quasi 8 milioni e mezzo di abitanti. Il partito socialista, che governa ininterrottamente sin dal ritorno alla democrazia, ha ottenuto una nuova vittoria. L’Andalusia rappresenta appena il 5% del <span class="caps">PIL</span> spagnolo e il suo tasso di disoccupazione, al 34,2%, è il più alto tra tutte le regioni d’Europa. </p> <p>Una grande sfida per il governo locale, perché la piaga del lavoro riguarda soprattutto i giovani: il 59% degli under 25 non ha un lavoro.</p> <p>“In questo momento sono disoccupata da due mesi – spiega la sivigliana Cristina Ortega – Da quando sono tornata dall’Italia nel 2009, non ho mai smesso di cercare un lavoro. In particolare a partire dal 2010, ho ottenuto solo contratti a tempo determinato, 3, 4, 5 mesi, 7 al massimo”.</p> <p>Specializzata nella gestione delle Risorse Umane, Cristina Ortega ha approfondito i suoi studi in Italia, con una borsa di studio Erasmus. Ma, al suo ritorno a Siviglia, ha compreso che la situazione era disperata.</p> <p>“Non ho trovato nessuna offerta relativa alla gestione delle risorse umane, il ramo in cui mi sono laureata – ricorda Cristina – Le uniche offerte ricevute riguardavano tirocini non retribuiti. Ma io devo pagare le bollette, lavorare senza compenso non rientra nei miei piani”.</p> <p>Cristina divide l’appartamento con dei coinquilini e paga 425 euro di affitto al mese. Tra la disoccupazione o qualche lavoro part-time, guadagna al massimo 800 euro al mese.</p> <p>“Mi sento una povera con il lavoro quando ne ho uno – conclude Cristina ortega – La mia aspirazione è quella di avere un lavoro normale, andare a lavorare ogni giorno e guadagnare uno stipendio che mi permetta di vivere con dignità e avere una famiglia. Ora non mi viene nemmeno in mente, perché è economicamente impossibile”.</p> <p>Elizabeth García è responsabile del dipartimento donne e giovani della Confederazione sindacale Commissioni Operaie dell’Andalusia. Ai microxfoni di euronews spiega perché, in questa regione già povera, la crisi ha colpito più duramente che altrove in Spagna e chiede nuove politiche economiche per combattere la disoccupazione strutturale.</p> <p>“Si è mantenuta un’economia basata sui servizi e l’edilizia, che sono settori temporanei, e non si è investito in altri settori che per l’Andalusia possono essere fattori di sviluppo economico, come le energie rinnovabili, l’industria, l’agricoltura – spiega la sindacalista – Risorse permanenti di questa terra e che possono essere elementi di sviluppo permanente in futuro”.</p> <p>“L’esperienza di Cristina è comune a quella di molti giovani andalusi disoccupati – conclude l’inviato di euronews a Siviglia, Francisco Fuentes – Un vero dramma sociale in una regione che ha tutte le risorse per sviluppare un’economia produttiva che sia capace di dare benessere a tutti i suoi abitanti”.</p> <blockquote class="twitter-tweet" lang="en"><p>Hay que cambiar la ley electoral para que todos los votos cuenten igual <a href="https://twitter.com/hashtag/Andaluzas2015?src=hash">#Andaluzas2015</a> <a href="http://t.co/mcYwkdM4iS">pic.twitter.com/mcYwkdM4iS</a></p>— ★Isabel Aranjuez★ (@isaranjuez) <a href="https://twitter.com/isaranjuez/status/579982730139688960">March 23, 2015</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script> <p>In Andalusia si conferma <a href="http://it.euronews.com/2015/03/23/spagna-regionali-andalusia-psoe-non-indietreggia-exploit-di-podemos/">la storica egemonia del partito Socialista spagnolo</a>, ma in un quadro politico totalmente inedito, segnato dall’irruzione di Podemos e dalla sorpresa del partito moderato Ciudadanos. Un chiaro avvertimento al primo ministro spagnolo Mariano Rajoy.</p> <p>Il giornalista di euronews, Francisco Fuentes, ha chiesto un’analisi dei risultati elettorali a Javier Pérez Royo, professore di Diritto Costituzionale dell’Università di Siviglia, conoscitore della realtà andalusa ed esperto analista politico spagnolo.</p> <p>Javier Perez Royo, professore di Diritto Costituzionale dell’Università di Siviglia: “Improvvisamente scopriamo che il partito Popolare è in caduta libera: ‘il re è nudo, il re è nudo’, così hanno detto gli elettori. E una volta che le persone stabiliscono che il re è nudo, allora questo re deve lasciare. Se a maggio la tendenza sarà confermata, Rajoy sarà costretto a lasciare. Dovrà prendere la sua strada e lasciare, perché la bocciatura e la delegittimazione sono così brutali che dilagheranno in tutte le 8.000 amministrazioni comunali del Paese e il potere del Partito Popolare potrebbe crollare”.</p> <blockquote class="twitter-tweet" lang="en"><p>Elezioni Andalusia, vittoria agrodolce per i socialisti del Psoe. Podemos alla prima prova… <a href="http://t.co/2Wr1AvYRL4">http://t.co/2Wr1AvYRL4</a> <a href="http://t.co/ru8STjIgbA">pic.twitter.com/ru8STjIgbA</a></p>— allnews24 (@allnews24eu) <a href="https://twitter.com/allnews24eu/status/579819825255620608">March 23, 2015</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script> <p>Se tre anni fa, in Andalusia socialisti e popolari sommavano l’80% dei voti, oggi non superano il 60%. Le elezioni regionali non segnano la fine della tradizionale alternanza bipartitica, ma confermano una tendenza alla frammentazione che è iniziata con le elezioni europee.</p> <p>“Questo cambiamento fondamentale ha avuto luogo a maggio – spiega Javier Perez Royo – Ma oggi vediamo che c‘è, in qualche misura, un consolidamento di questo mutamento che si è prodotto a maggio dell’anno scorso. Assisteremo al progresso di questo cambiamento in tutte le elezioni che si terranno quest’anno in Spagna”.</p> <p>Il voto andaluso ha certificato il crollo dei Popolari, ma anche una certa capacità rigenerativa del partito Socialista che conferma alla presidenza Susana Díaz.</p> <p>“Il partito Socialista reagisce, produce gli anticorpi per lottare contro Podemos e sopravvivere – sostiene Perez Royo – Il Partito Popolare no, il suo sistema immunitario non esiste, non funziona”.</p> <p>Il partito Popolare affronta questa emorragia di consensi di fronte a calendario elettorale molto fitto con le elezioni comunali e regionali a maggio, quelle catalane a settembre e, entro la fine dell’anno, le legislative.</p> <p>“Il Partito Popolare come affronterà il mese di maggio? I suoi candidati saranno in grado di fare campagna elettorale e tenere discorsi? I suoi elettori lotteranno o abbaseranno le braccia e diranno: questo è quello che ci rimane”, conlude Javier Perez Royo.</p> <p>Il nuovo panorama politico spagnolo sarà probabilmente segnato da alleanze inedite che, dal laboratorio andaluso, potrebbero riprodursi a livello nazionale.</p>