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Oscar: trionfa Birdman tra nominaton 'bianche' e il valore della diversità

Alla 87esima edizione degli Oscar del cinema, la pellicola del 51enne regista messicano Alejandro G. Inarritu ha vinto come miglior film, come migliore regia, sceneggiatura originale e miglior fotogra

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Oscar: trionfa Birdman tra nominaton 'bianche' e il valore della diversità

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Va a Birdman di Alejandro Gonzales Iñárritu l’Oscar per il miglior Film della 87esima edizione degli Academy Awards.

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Dedico questo premio ai messicani e a coloro che vivono in Messico - ha detto dal palco Iñárritu - Spero che presto potremmo trovare e costruire il governo che ci meritiamo

Il regista messicano, che ha ottenuto anche la statuetta per la miglior Regia, ha dedicato il premio ai suoi connazionali.

“Dedico questo premio ai messicani e a coloro che vivono in Messico – ha detto dal palco Iñárritu – Spero che presto potremmo trovare e costruire il governo che ci meritiamo”.

La storia raccontata da Iñárritu, quella di un ex attore nei panni di un supereroe che tenta un improbabile ritorno a Broadway, ha vinto quattro Oscar, tra cui quello alla miglior Regia, la seconda vittoria consecutiva per un regista messicano dopo Alfonso Cuarón con Gravity. Birdman si è aggiudicato anche la migliore Fotografia e la migliore Sceneggiatura.

L’Oscar come Migliore Attrice va a Julianne Moore con Still Alice, in cui interpreta una professoressa colpita da Alzheimer.

Quinta nomination e prima statuetta per l’attrice statunitense nell’anno della consacrazione che l’ha vista vincere anche il Golden Globe.

“Ho letto un articolo in cui si sostiene che vincere l’Oscar allunga la vita di 5 anni – ha detto la ‘Rossa’ più famosa d’America dal palco – Se è vero ringrazio molto l’Academy perché mio marito è più giovane di me”.

In Still Alice, l’attrice interpreta la parte di una docente di 50 anni in carriera, alla quale viene diagnosticato l’Alzheimer. Un film che la Sony Pictures ha deciso di distribuire solo lo scorso settembre e solo grazie all’immensa interpretazione della Moore.

L’Oscar al miglior attore protagonista va ad Eddie Redmayne nei panni del fisico Stephen Hawking in “La Teoria del Tutto”.

Unico riconoscimento su 5 nomination ottenute dal film, il premio a Redmayne arriva, anche in questo caso, dopo il Golden Globe e l’Oscar britannico che gli hanno spalancato la strada verso Hollywood, dove era quasi uno sconosciuto.

“Questo Oscar è di tutte quelle persone che lottano contro la SLA – sono state le parole di Redmayne – e appartiene a una famiglia eccezionale: Stephen, Jane, Johnathan e ai piccoli Hawking”.

Redmayne ha trascorso sette mesi per capire come interpretare Hawking, come padroneggiare il suo declino fisico in una paralisi quasi totale e allo stesso tempo il suo umorismo sagace e il suo fascino sulle signore. Ha anche voluto incontrare lo scienziato prima dell’inizio delle riprese.

Patricia Arquette ha vinto il suo primo Oscar come miglior attrice non protagonista grazie a Boyhood e al ruolo di una madre che lotta per crescere i suoi due bambini

Unica gioia in una notte deludente per il film di Richard Linklater: sei nomination, ma un solo premio.

JK Simmons si aggiudica la statuetta come miglior attore non protagonista grazie all’interpretazione di un brutale insegnante di jazz in Whiplash.

Primo Oscar alla prima nomination per il 60enne attore proveniente da Detroit e tre riconoscimenti per il film diretto da Damien Chazelle incluso quello per il miglior Montaggio Sonoro.

Il coloratissimo The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson si aggiudica quattro premi tecnici su nove nomination: Oltre al premio per i costumi all’italiana Milena Canonero, ha vinto anche migliore
scenografia, trucco e colonna sonora.

La Polonia batte la Russia nella gara al miglior film straniero: “Ida”, diretto da Pawel Pawlikowski è stato preferito al favorito della vigilia, “Leviathan”.

È la prima volta che un film polacco vince l’Oscar in questa categoria.

La giornalista di euronews, Lise Pedersen, ha chiesto un commento sulla Notte degli Oscar alla giornalista della ABC News, Brandi Hitt, in collegamento da Los Angeles.

Lise Pedersen, euronews: “Ciao Brandy. Tu eri lì al Dolby Theater, spalla a spalla con le star di Hollywood. Quali sono stati i momenti principali della notte degli Oscar?”

Brandi Hitt, ABC News Los Angeles: “Lise, sicuramente la vittoria per il miglior film e la miglior regia di Birdman per tanti ha rappresentato una vera sorpresa. Nelle giornate che hanno preceduto le premiazioni, in tantissimi – compresi i critici – erano divisi tra Boyhood e Birdman nell’assegnare le statuette per la miglior Regia e il miglior Film. Boyhood ha conquistato molti premi in questa stagione, Birdman è uscito nel finale, raccogliendo molti premi”.

euronews: “Quindi abbiamo quattro statuette per Birdman e Grand Budapest Hotel, mentre Boyhood di Richard Linklater si deve accontentare dell’Oscar alla migliore attrice non protagonista per Patricia Arquette. È un risultato deludente?”

Brandi Hitt: “Penso che lo sia per i fan dei protagonisti di Boyhood. Questo film ha alle spalle 12 anni di lavoro ed ha preso Hollywood di sorpresa. Durante questa stagione di premiazioni, ha fatto incetta di riconoscimenti. In molti pensano che i motivi di questo successo siano stati i 12 anni impiegati per la realizzazione di questo film e il fatto di guardare gli attori crescere nel corso della storia. Ed è per questo che ha guadagnato tante nomination e ha vinto diversi premi nell’arco di tutta la stagione. Ma alla fine, Birdman è davvero piaciuto al pubblico. Hanno amato il regista e – se avete visto il film – sembra una storia senza interruzioni, è un continuo piano sequenza. Boyhood ha ottenuto l’Oscar per la miglior attrice non protagonista, Patricia Arquette, e ha anche portato Ethan Hawke alla nomination, ma alla fine semplicemente non ha lasciato il segno e l’Academy ha deciso di premiare Birdman”.

euronews: “Parliamo di American Sniper, il film di Clint Eastwood, una sola statuetta. Un film che è stato un successo al botteghino. Come si spiega il divario tra la scelta del pubblico e quella dell’Academy?”

Brandi Hitt: “American Sniper rappresenta la metà degli incassi al botteghino, pari a quanto hanno incassato gli altri sette film messi insieme. Questo è abbastanza scioccante. Molti pensavano che American Sniper avesse vinto il premio per il miglior film, perché è stato un enorme successo nelle sale, ma non è andata così. La cosa interessante da notare è che Clint Eastwood ha ottenuto un grande consenso. Bradley Cooper, che abbiamo visto sul Red Carpet per pochi minuti e che ha lasciato subito la cerimonia degli Oscar, ha ricevuto molti consensi per il suo ruolo, un ruolo da protagonista fenomenale, ma che non è bastato a farlo andare via con molti premi l’altra notte”.

euronews: “Un regista messicano si aggiudica la miglior regia per la seconda volta, è un segnale che il cinema messicano propone qualcosa di nuovo?”

Brandi Hitt: “Ha fatto esultare la folla e quando ha ottenuto il riconoscimento è stato bello osservare la risposta del pubblico. Tanta gente pensava che avesse vinto per quel concetto di cui vi ho parlato, l’interminabile piano sequenza. Alcune di queste scene sono state girate per 15 minuti con una sola telecamera. Con un solo punto di vista. Un fatto unico. Ed è bello vedere un po’ di etnicità negli Oscar”.

euronews: “Sì, specialmente ritornando all’anno scorso con la vittoria di 12 Anni Schiavo, come spieghi questo?”

Brandi Hitt: “Le nomination di quest’anno sono state abbastanza criticate, perché nelle nomination come Miglior Attore, Miglior Attrice, Miglior Attore non protagonista e Miglior Attrice non protagonista c’erano solo attori bianchi. Neil Patrick Harris ha affrontato l’argomento con una battuta che, però, non ha scatenato molte risate. Ha detto che quello degli Oscar era il più bianco e non il più brillante pubblico di sempre. È stato un po’ imbarazzante, proprio nel mezzo della cerimonia, ma ha affrontato un tema sul quale c‘è stato un intenso dibattito in questa stagione. C‘è chi pensa che gli Oscar debbano aprirsi alla diversità. Per questo è stato ancora più bello vedere il miglior regista interpretare il valore della diversità, vincendo in quella categoria”.