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Dammartin-en-Goële e Parigi, blitz in contemporanea. Morti tutti i sequestratori. Quattro vittime tra gli ostaggi

Si sono concluse le due crisi che per gran parte della giornata hanno tenuto con il fiato sospeso l’intera Francia. A pochi minuti di distanza, le forze di sicurezza hanno lanciato un blitz a Dammartin-en-Goële, dove i fratelli Kouachi avevano preso un ostaggio, e nel supermercato ebraico a Porte de Vincennes, a Parigi, dove Amedy Coulibaly teneva prigioniere numerose persone.

Secondo le prime ricostruzioni, i terroristi sono tutti morti. Liberato e incolume l’ostaggio dei fratelli, Michel Catalano, il titolare dell’azienda dove i due si erano rifugiati, mentre a Parigi quattro agenti sarebbero rimasti gravemente feriti e quattro ostaggi sono stati uccisi. Non è ancora chiaro se Coulibaly abbia agito da solo. Qualcuno parla di una seconda persona non ancora identificata che sarebbe fuggita. Forse la sua compagna.

I killer di Charlie Hebdo

A Dammartin-en-Goële, a nord est di Parigi, è scattato il blitz della Gendarmerie contro i presunti responsabili della carneficina nella redazione di Charlie Hebdo. Intorno alle 17 si sono sentite delle raffiche di mitragliatore ed è stato possibile vedere alcune esplosioni e del fumo.

La polizia aveva identificato nei fuggitivi i fratelli Chérif et Saïd Kouachi, cittadini francesi di orgini algerine. I due si erano barricati presso la CDT, una piccola azienda che produce cartelli pubblicitari, tenendo il responsabile in ostaggio.

L’assassino della poliziotta

A questa prima crisi se ne era presto aggiunta una seconda. Un uomo asserragliato in un supermercato “Hyper Cacher”, un negozio di alimentari ebraico. Aveva preso almeno 5 ostaggi tra cui anche donne e bambini. Si parlava addirittura di un bebé di sei mesi. In precedenza c’era stata anche una sparatoria.

Il legame tra le due situazioni è stato confermato dalle dichiarazioni del sequestratore: “Liberate i fratelli Kouachi e non fate assalti o ucciderò tutti gli ostaggi”, aveva urlato. Si sarebbe trattato dello stesso uomo che giovedì mattina era fuggito dopo aver ucciso una poliziotta. Si è fatto riconoscere dalla polizia sul posto urlando: “Sapete chi sono”. Aveva dei precedenti penali molto pesanti.

Si trattava di Amedy Coulibaly, 32 anni, di Juvisy-sur-Orge. La sua foto è stata diffusa dalle autorità insieme a quella di una ragazza di 26 anni, Hayat Boumeddiene, la sua compagna. Non è chiaro se nel supermercato fosse presente anche lei. “Armati e pericolosi”, li descriveva così l’appello ai testimoni della polizia diffuso oggi pomeriggio.

Coulibaly sarebbe stato, insieme a Chérif Kouachi, un discepolo di Djamel Beghal, terrorista condannato nel 2005 a dieci anni di prigione per un progetto di attentato contro l’ambasciata Usa in Francia. L’uomo era uscito di prigione due mesi fa. Era stato arrestato e condannato nel 2010, per aver fatto parte di un gruppo che aveva tentato di far evadere Smait Ali Belkacem, l’autore dell’attentato del 1995 alla stazione RER di Saint-Michel a Parigi.

Psicosi, falsi allarmi

Sospiro di sollievo, invece, in Place de Trocadéro, davanti alla Torre Eiffel, dove la polizia era intervenuta nel pomeriggio per sgombrare le entrate della metropolitana.

Qualcuno aveva parlato di un uomo armato, ma si sarebbe trattato di un falso allarme. La circolazione nella linea 6 è ripresa regolarmente. Un treno Lione-Parigi, invece, era stato evacuato dopo che uno squilibrato senza biglietto si era dichiarato un terrorista proveniente dalla Siria.

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