This content is not available in your region

Iraq, le celebrazioni di un esercito a pezzi

Access to the comments Commenti
Di Alfredo Ranavolo
Iraq, le celebrazioni di un esercito a pezzi

<p>L’omaggio al monumento ai militi ignoti, nella “zona verde” fortificata di Baghdad è stato il culmine delle celebrazioni per la giornata delle forze armate irachena. </p> <p>Il primo ministro Haider al-Abadi ha deposto una corona di fiori in ricordo dei caduti.</p> <blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p><a href="https://twitter.com/hashtag/Iraq?src=hash">#Iraq</a> celebrating its 94th National Army Day <a href="http://t.co/bzpiygHGmg">pic.twitter.com/bzpiygHGmg</a></p>— Karim Abou Merhi (@kaboumeri) <a href="https://twitter.com/kaboumeri/status/552472341587189760">6 Gennaio 2015</a></blockquote> <script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script> <p>Una cerimonia in tono minore. L’esercito è impegnato a combattere il sedicente “Stato islamico”. Tra carenze di mezzi e organizzazione, messe a nudo lo scorso anno dagli estremisti.</p> <p>Come non ha mancato di sottolineare il ministro della Difesa, Khaled al-Obeidi, che ha affermato: “siamo ancora all’inizio e contiamo, con un duro lavoro, di completare la razionalizzazione delle risorse, sia finanziare che materiali. Alcune le conoscete, altre rimarranno segreti militari”.</p> <p>Negli anni dell’intervento in Iraq, gli Stati Uniti hanno speso circa 30 miliardi di dollari per addestrare ed equipaggiare l’esercito iracheno, che <a href="http://it.euronews.com/2014/06/11/iraq-lavanzata-dellisis-esercito-in-rotta/">davanti all’avanzata dell’Isil si è precipitosamente ritirato</a>, lasciando molto spesso anche le armi in loro possesso in mano agli estremisti.</p> <p>Le divisioni tra sunniti e sciiti e l’elevata corruzione all’interno delle forze armate le hanno rese deboli ancor prima che l’organizzazione che ora controlla parte del territorio iracheno e quello siriano portasse la sua offensiva.</p> <p>La sfida jihadista alle istituzioni irachene ha fatto anche martedì nuove vittime. Almeno 23 persone, tra militari e combattenti tribali che si sono uniti all’esercito, sono rimaste uccise in uno scontro con i miliziani nel governatorato di al Anbar, 180 chilometri a nordovest di Baghdad.</p>