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Iraq, le celebrazioni di un esercito a pezzi

Festa per la giornata nazionale delle forze armate, ma l'organizzazione militare dev'essere ancora ricostruita, dopo che gli attacchi dell'Isil ne hanno mostrato l'inadeguatezza.

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Iraq, le celebrazioni di un esercito a pezzi

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L’omaggio al monumento ai militi ignoti, nella “zona verde” fortificata di Baghdad è stato il culmine delle celebrazioni per la giornata delle forze armate irachena.

Il primo ministro Haider al-Abadi ha deposto una corona di fiori in ricordo dei caduti.

Una cerimonia in tono minore. L’esercito è impegnato a combattere il sedicente “Stato islamico”. Tra carenze di mezzi e organizzazione, messe a nudo lo scorso anno dagli estremisti.

Come non ha mancato di sottolineare il ministro della Difesa, Khaled al-Obeidi, che ha affermato: “siamo ancora all’inizio e contiamo, con un duro lavoro, di completare la razionalizzazione delle risorse, sia finanziare che materiali. Alcune le conoscete, altre rimarranno segreti militari”.

Negli anni dell’intervento in Iraq, gli Stati Uniti hanno speso circa 30 miliardi di dollari per addestrare ed equipaggiare l’esercito iracheno, che davanti all’avanzata dell’Isil si è precipitosamente ritirato, lasciando molto spesso anche le armi in loro possesso in mano agli estremisti.

Le divisioni tra sunniti e sciiti e l’elevata corruzione all’interno delle forze armate le hanno rese deboli ancor prima che l’organizzazione che ora controlla parte del territorio iracheno e quello siriano portasse la sua offensiva.

La sfida jihadista alle istituzioni irachene ha fatto anche martedì nuove vittime. Almeno 23 persone, tra militari e combattenti tribali che si sono uniti all’esercito, sono rimaste uccise in uno scontro con i miliziani nel governatorato di al Anbar, 180 chilometri a nordovest di Baghdad.