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Australia, infanticidi di Cairns: incriminata la madre

Dopo il fermo in ospedale, arriva l'accusa formale. La donna avrebbe ucciso sette figli e un nipote e si sarebbe autoinflitta delle ferite.

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Australia, infanticidi di Cairns: incriminata la madre

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Prima semplicemente ascoltata dagli inquirenti, poi in stato di fermo in ospedale, adesso formalmente accusata.

Per le autorità è Mersane Warria, questo il nome diffuso dai media australiani ma non ufficialmente dalla poliyia, la responsabile dell’uccisione dei suoi sette figli e di un nipote a Cairns, nel nord est dell’Australia.

Una storia maturata nel degrado del sobborgo di Manoora, abitato quasi esclusivamente da aborigeni.

Le ferite per le quali è ricoverata la donna, che alcuni vicini avevano sentito dare in escandescenze durante la notte degli omicidi, sarebbero autoinflitte.

“Essendo padre di tre figli sotto i 15 anni, posso immaginare il dolore che prova questa comunità, colpita dagli eventi degli ultimi giorni. Sono sicuro di parlare a nome di tutti gli abitanti del Queensland e di tutti gli australiani quando dico che siamo con voi, che siamo qui per supportarvi e sentiamo il vostro stesso dolore”.

Così il tesoriere del Queensland, Tim Nicholls, facente funzione di premier in questa occasione. In una settimana luttuosa per l’Australia, che ha vissuto anche l’episodio del sequestro alla caffetteria di Sydney, costato la vita a tre persone, compreso l’autore del folle gesto.