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"Yo", l'app dei record

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"Yo", l'app dei record

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Otto ore per crearla, quarantotto per entrare nella classifica delle app più scaricate e poche di più per essere già il target di un attacco hacker. E’ “Yo”, la nuova app per smartphone creata dal giovane israeliano Or Arbel di stanza nella Sylicon Valley.

Salutata da alcuni come l’ultima tendenza nella comunicazione interattiva, da altri (come riportato dalla BBC) come l’app che accelera il declino del genere umano, YO è riuscita a mantenere alta l’attenzione di media ed esperti del settore. Molto meno dei 140 caratteri di Twitter “Yo” riduce la comunicazione a due sillabe. Uno “Yo” al posto di “Mi piace” o di un” va bene”.

Lanciata a fine aprile l’app “Yo” è salita alla ribalta delle cronache soltanto a metà giugno. Un’idea semplice quanto fruttuosa se è vero che al suo creatore alcuni investitori avrebbero offerto oltre un milione di dollari per il suo sviluppo. Tra questi Moshe Hogheg, ideatore di un’altra app per la condivisione di foto sullo smartphone.

Sul fenomeno “Yo” è intervenuto anche il New York Times.

Nel pezzo pubblicato sul sito del quotidiano statunitense proprio Moshe Hogheg afferma come grazie “Yo” si aprirà una nuova forma di comunicazione, definita contestuale. Grazie al semplice “Yo” l’utente comunicherà di aver capito un concetto, accettato un invito o anche condiviso uno stato d’animo senza la necessità di comunicarlo per intero.

Il blog statunitense Techcrunch specializzato in nuove tencnologie ha dedicato a “Yo” un lungo approfondimento descrivendone usi, possibilità della nuova app, ma anche da dove arriva il suo nome e cosa sta ad indicare.

Se per alcuni la forma attuale di “Yo” appare troppo semplice, Or Arbel ha già annunciato interessanti novità. In futuro “Yo” potrebbe accompagnare i principali eventi nel mondo. Un assaggio di quel che sarà si è avuta con i mondiali di calcio 2014. Uno “Yo” inviato ai propri contatti ha accompagnato ogni gol della squadra del cuore degli utenti. Ma “Yo” potrebbe rivoluzionare anche il rapporto tra blogger e utenti. Ogni volta che un nuovo post o contenuto dovesse essere pubblicato, infatti, l’autore potrebbe inviare uno “Yo” ai suoi abbonati.

Dopo il post e il tweet arriva Yo. Fenomeno passeggero o nuovo codice di condotta per comunicatori, giornalisti e nativi digitali? Solo il tempo saprà dirlo.