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100 giorni alle elezioni europee. Si teme lo tsunami dell'euroscetticismo


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100 giorni alle elezioni europee. Si teme lo tsunami dell'euroscetticismo

Il conto alla rovescia è cominciato. Tra cento giorni si svolgeranno le elezioni europee, lo scrutinio sarà frazionato in 4 giorni a seconda del paese. Saranno due le sfide principali, il tasso di partecipazione, sempre piu’ basso, e il risultato dei partiti anti-europei che hanno il vento in poppa.

Con l’adesione della Croazia, gli eurodeputati rappresentano oltre 500 milioni di europei e possono dire la loro su quasi tutti i dossier europei. Gli eurodeputati hanno ormai un ruolo chiave e da cinque anni, l’organizzazione VoteWatch analizza sul suo sito Internet tutte le loro azioni, i rapporti redatti, gli emendamenti, la partecipazione al voto e gli interventi. Un lavoro meticoloso in nome della trasparenza.

Doru Frantescu, VoteWatch Europe :
“Gli utenti possono avere una visione chiara di quel che succede nel Parlamento, di chi vota cosa, cosicche’ i cittadini possono vedere quali sono le posizioni dei diversi gruppi politici nel Parlamento euoropeo e possono fare una scelta consapevole”.

La transparenza tuttavia ha i suoi limiti. Se i voti in plenaria sono registrati, quelli nellle commissioni parlamentari restano segreti. E gli eurodeputati esitano a rendere pubbliche le loro posizioni. Ma i voti disponibili la dicono lunga.

Doru Frantescu, VoteWatch Europe:
“Il grafico che si puo’ vedere qui, indica il livello di partecipazione per stato membro, mostra cioe quanto i parlamentari di ogni stato hanno partecipato nei voti elettronici. i deputati austriaci sono stati i piu’ assidui, mentre quelli di Malta, Lituania e Cipro sono stati quelli che hanno partecipato di meno. “

Questo ha permesso di definire delle tendenze sulle coalizioni. Sulle questioni economiche e e commerciali, il Parlamento europeo tende piuttosto a destra, sulle questioni sociali e ambientali, prevale spesso il centro-sinistra.

E sono numerose le organizzazioni non governative che cercano di informare gli elettori. Tra queste c‘è Debating Europe, che come indica il nome, organizza dibattiti sulle questioni europee e che da qualche settimana propone anche di votare on line per uno dei partiti europei.

Audrey Tilve, euronews:
Adam Nyman, lei è direttore di Debating Europe. Siamo chiari, non è una vera elezione, nè un sondaggio ufficiale. Riflette solo le opinioni di chi visita il vostro sito. E si tende ad andare a sinistra. Diamo un’occhiata. I social democratici hanno i maggiori risultati, seguono i liberali e la sinistra radicale. Il centro-destra è quarto e gli euroscettici sono poco numerosi. Quanto è realiistico questo sondaggio quando si sà che la destra anti-europea è circa al 25%?

Adam Nyman, direttore di Debating Europe:
“Ci stiamo solo scaldando, cosi come la vera campagna elettorale non è ancora entrata nel vivo, entro il 15 maggio quando il nostro sondaggio terminerà, vedrete movimenti radicali, vedrete la crescita degli euroscettici, vedrete la crescita del partito popolare, ospiteremo una serie di dibattiti on line”.

Audrey Tilve, euronews:
“Partiti come il Fronte Nazionale in Francia, come l’Ukip in Gran Bretagna potrebbero ottenere oltre il 20% dei voti. C‘è una sorta di negazione o di rifiuto nel vedere tutto cio’, nell’opinione pubblica pro-europea?

Adam Nyman, direttore di Debating Europe:
“ Non credo, penso che Bruxelles, e tutte le istituzioni e i partiti europei abbiano paura, molta paura, non possono ignorarlo. Forse il fatto che ci sia una piccola campagna al momento è una scelta precisa per mantenere un profilo basso nella campagna e non discutere di queste cose.

Audrey Tilve, euronews:
“I partiti anti-europei, che siano di destra o di sinistra, impongono i temi della campagna, con dibattiti sulle quote sull’immigrazione, sulla fine della libera circolazione nell’unione europea, sull’uscita dalla moneta unica. I partiti principali saranno obbligati a fare campagna sulla difensiva?”

Adam Nyman, direttore di Debating Europe:
“Non penso che resteranno sulla difensiva, credo che dovranno sostenere le loro politiche e assicurarsi che ci sia una chiara distinzione tra le loro politiche e quelle degli euroscettici. cosi l’elezione attuale sarà basata sul merito e sulle idee ed sarà opposta alla semplice propaganda. C‘è una cosa che bisogna ricordare, gli euroscettici sono da entrambi i lati dello spettro politico, e non formano un blocco omogeneo e non formeranno un blocco omogeneo in Parlamento. Sarà molto difficile per loro vietare le decisioni, solo perché hanno un’opinione diversa”

Audrey Tilve, euronews:
“Sta dicendo che anche se i movimenti anti-europei diventeranno piu’ forti, non disturberanno i lavori del Parlamento?

Adam Nyman, direttore di Debating Europe:
“Dipende da quanti eurodeputati gli euroscettici riusciranno ad avere in Parlamento, se andranno oltre il 25%, comincerà ad essere dura”

Audrey Tilve, euronews:
“Un’altra grande domanda è il tasso di astensione. L’ultima volta è stato del 57%, sarà probabilmente lo stesso o anche di piu’ questa volta. Pensa che ci saranno dei miglioramenti grazie alla campagna dei partiti politici?”

Adam Nyman, direttore di Debating Europe:
“Al momento gli unici due partiti impengnati su questo fronte sono i socialisti con la loro campagna ‘knock the vote’ e i verdi con le loro primarie on line che è stato un esercizio della democrazia europea molto coraggioso. Ma non c‘è un dibattito nazionale, avrei preferito i diversi candidati alla Commissione presentarsi ai cittadini europei e presentare le loro idee, sarebbe dovuto accadere un anno fa”.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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