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Crescita al rallentatore e stabilità lontana per il 2014

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Crescita al rallentatore e stabilità lontana per il 2014

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Crescita economica mondiale al ribasso rispetto alle aspettative, ampliamento della forbice delle diseguaglianze e flessione del Prodotto Interno Lordo su scala globale.

Alle incertezze che arrivano dagli Stati Uniti e dalla stretta della Federal Reserve sulle iniezioni di liquidità, si aggiungono le previsioni di Fondo Monetario Internazionale e istituti di credito.

Quanto si delinea è un 2014 alle porte, che le previsioni degli esperti schizzano a tinte fosche.

Tra le frenate più brusche quella della Cina, che dovrebbe crescere di quasi mezzo punto percentuale meno del previsto. Dello 0,2%, invece, il ribasso atteso per gli Stati Uniti. Mentre il PIL italiano dovrebbe tornare finalmente a crescere.

La dinamica è positiva – provano a rassicurare dal Fondo Monetario Internazionale – ma non ancora quanto dovrebbe.

“La ripresa continua – dice il capo economista Olivier Blanchard – e questo è un dato di fatto di grande importanza. Ma continua troppo lentamente. Le economie avanzate non sono ancora uscite dal tunnel. Il debito pubblico, e in alcuni casi anche quello privato, restano molto elevati, al pari della disoccupazione. Che peraltro lo resterà a lungo”.

Segnali positivi provengono soprattutto da Eurozona e Giappone, ma la stabilità è ancora lontana.

“Abbiamo assistito alla crisi globale e ora assisteremo a transizioni globali – l’analisi del direttore Christine Lagarde -. Stiamo probabilmente passando dalla Grande Depressione alla Grande Transizione. Tutti questi cambiamenti, questi smottamenti profondi, non avverranno rapidamente e non saranno facili. Il processo di adattamento a questa nuova realtà andrà probabilmente avanti fino alla fine del decennio”.

A far ben sperare sono però i conteggi del Credit Suisse, secondo il quale la ricchezza delle famiglie su scala globale ha fatto registrare nel 2013 un balzo del 4,9%, toccando così il suo massimo storico.

A guidare la classifica è la stessa Svizzera, con un patrimonio per famiglia stimato nell’equivalente di 380.000 euro, seguita da Australia e Norvegia. Tredicesima l’Italia, meglio della Germania.

Altra faccia della medaglia è però una piramide distributiva sempre più acuminata. Alla base oltre un terzo della popolazione mondiale, con ricchezze inferiori a 7.500 euro. In cima 32 milioni di super-paperoni statunitensi, che da soli detengono il 41% del patrimonio del pianeta.

Adrian Lancashire, euronews:

-Con noi David Lipton, vice direttore operativo del Fondo monetario internazionale.
Cinque anni fa la crisi finanziaria è diventata globale, i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Nel mezzo il ceto medio. La ripresa economica è sull’orlo di un precipizio?

David Lipton, Fondo monetario internazionale:

“La cosa più importante è dare nuovo slancio all’economia globale.
Le economie avanzate si stanno riprendendo, quelle emergenti stanno invece rallentando e noi puntiamo a aiutare tutti, ciascun Paese, perché riparta.

È vero che la disparità di entrate è aumentata, in parte perché i disoccupati aumentano e in parte perché ci sono forti pressioni dovute ai cambiamenti tecnologici e alla globalizzazione, grazie ai quali alcuni riescono a fare grossi profitti.
La sfida più importante per noi è rilanciare l’economia dei Paesi e riformarne i sistemi finanziari perché certe cose non si verifichino più”.

-In molti paesi chi ha chiesto in prestito più di quanto avrebbe dovuto, si trova in brutte acque: ha perso casa e lavoro, pensione e scolarizzazione. Che politica è quella del FMI per cui chi ha mal calcolato un rischio subisce il danno e sconta la beffa?

“Credo che per il futuro sia importante che i supervisori, chi controlla le banche, si assicurino del fatto che gli istituti di credito agiscano in modo etico.
La comunità finanziaria internazionale porta avanti un progetto di riforma della regolamentazione finanziaria
In questo senso stiamo facendo dei progressi, non siamo ancora soddisfatti, ma è importante che vengano adottate nuove regole e che siano rispettate, così che non si verifichino nuovamente i problemi che hanno portato a questa crisi”.

-Il Fondo monetario incoraggia i vari Paesi a avere un tipo di economia diversa, è la vostra condizione per aiutarli. Secondo i ciritici si tratta di un ricatto.

“No, in ogni modo questi Paesi non devono fare affari con noi se non vogliono.
Quello che noi offriamo è qualcosa che non potrebbero avere altrimenti, il nostro supporto finanziario se adottano politiche che aiutino a migliorare la propria situazione. A questo punto hanno il nostro imprimatur, e quando dico nostro non intendo dire dell’istituzione Fondo, ma dei membri che ne fanno parte.
L’aiuto che abbiamo dato ai Paesi europei è stato importante durante la crisi e l’aiuto finanziario dato nel corso della congiuntura negativa, che è partita dall’Europa, è stato molto importante”.