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Spagna: Disastro di Angrois. Il ruolo del macchinista

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Spagna: Disastro di Angrois. Il ruolo del macchinista

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di Alberto de Filippis

Con l’analisi delle scatole nere del convoglio deragliato ad Angrois, in Spagna, cominciano a chiarirsi i fatti del peggiore incidente ferroviario nel paese dal 1944 ad oggi.

José Francisco Garzon, macchinista del treno, stava parlando al telefono con un controllore della stazione di Atocha, a Madrid al momento dei fatti, anche se non si è ancora capito se sia stato questo a provocare la distrazione fatale. La telefonata è drammatica perché all’improvviso l’uomo si rende conto che il convoglio è sul punto di schiantarsi a causa della fortissima velocità. Subito dopo l’incidente il macchinista sembra immediatamente rendersi conto di quanto accaduto e chiama da un telefono di cabina la centrale, per avvisare. Anche Garzon esce ferito dal treno distrutto, ma col passare delle ore, forse anche perché consigliato, sembra vada affinando la sua strategia difensiva. Una volta esclusa la pista dell’attentato terroristico e quella del guasto tecnico però, i sospetti sono subito andati sul macchinista che ha subito riconosciuto le sue responsabilità.

Garzon ha anche ripetuto che molti colleghi si erano lamentati della pericolosità della curva di Angrois, un tratto in cui si passa da 190 a 80 chilometri orari senza particolari avvertimenti. Quello che potrebbe mettere ancora più nei guai il macchinista, che già nel suo profilo Facebook aveva postato fotografie in cui mostrava l’alta velocità alla quale amava viaggiare, sono invece le dichiarazioni di un collega: Javier Illanes Álvarez. Si tratta del macchinista che aveva guidato il treno poi deragliato fino a Ourense dove aveva dato il cambio a Garzon. Álvarez sulla linea non aveva rilevato particolari problemi e lo ha detto agli inquirenti.

Altri colleghi invece, tendono ad avvalorare una delle prime giustificazioni di Garzon che aveva affermato di non sapere dove si trovasse. In quella tratta infatti, in appena 87 chilometri di sono ben 31 gallerie e 38 viadotti che potrebbero fare perdere il senso dello spazio e dell’orientamento.
Da escludere anche la stanchezza. Garzon quel giorno aveva guidato per 4 ore e mezza, con lunghe pause in sale attrezzate, nelle varie stazioni e quindi sembra si trovasse nella migliori condizioni fisiche. I macchinisti inoltre sono sottoposti a test e visite psico-attitudinali. Nel caso abbiano superato i 50 anni, e Garzon di anni ne ha 52, la visita si ripete ogni due anni. Garzon poi aveva acconsentito a un prelievo di sangue appena in ospedale, anche per dimostrare che non aveva assunto sostanze di alcun genere.

La categoria dei macchinisti

In Spagna i macchinisti dell’alta velocità hanno uno stipendio di circa 3000 euro all’anno e questo, per il Paese, è considerato un ottimo salario. Non possono guidare per più di cinque ore e mezza. Quattro di notte e sono attentamente controllati. Ad ogni 25 giorni lavorativi ne corrispondono 13 liberi. Fra due turni devono necessariamente trascorrere 14 ore. Questo implica ce vengano considerati dei privlegiati e per questo motivo Garzon è adesso assurto al poco invidiabile ruolo di uomo più odiato di Spagna. Uno Schettino iberico rimesso in libertà su cui pende un’accusa di disastro colposo. La magistratura gli ha tolto il passporto per evitare il pericolo di fuga. Il resto della Spagna sembra avergli levato molto di più.

  • Picture by Óscar Corral

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