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Parsifal al Met: un altro trionfo per Jonas Kaufmann

28/03/13 21:35 CET

Parsifal al Met: un altro trionfo per Jonas Kaufmann
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Parsifal di Richard Wagner ha di recente trionfato al Met di New York grazie anche alla presenza carismatica del suo interprete, il tenore tedesco Jonas Kaufmann.

Si tratta dell’ultima opera composta da Wagner. Attorno al tema del Graal ruota una vicenda complessa, dalle svariate implicazioni filosofiche, etiche e religiose. Dramma mistico, vi si narra di Parsifal, ‘eroe innocente dal cuore puro’, che alla fine del suo viaggio salverà i cavalieri del sacro Graal.

“Immergersi in questa fantastica opera dà enormi emozioni, confessa Jonas Kaufmann, è qualcosa di unico, ricca di sorprese, è come un viaggio metafisico, un’esperienza piena di mistero.”

Alle ultime due recite al Met sul podio c’era il maestro israeliano Asher Fisch: dirigere Wagner, dice, è come fare yoga: l’autocontrollo è tutto.

“Bisogna accettare che in Parsifal il ritmo interno è il risultato di un’assoluta tranquillità… si è quasi obbligati a rallentare il polso, la pressione, per rendere questa musica nel linguaggio giusto – e questo è molto difficile.”

“È un’esperienza filosofica, gli fa eco Kaufmann, che ti fa riflettere sul fallimento del genere umano, e su quel che accadrebbe se l’Uomo sposasse l’idea che l’ingenuo, il semplice, ‘colui che non conosce nulla sarà alla fine illuminato grazie alla misericordia e alla pietà verso il prossimo’ – se seguissimo questo concetto non esisterebbe più la guerra, solo la pace, ovunque.”

“C‘è qui mi ha confessato che quest’opera ti fa capire perché si è cristiani, racconta il tenore tedesco, e che anche tra il pubblico, per esempio, c’era un signore a cui il vicino ha detto: mi fa quasi invidia, vorrei poter essere un cristiano come lei!”

“È sorprendente che Wagner, che non era religioso, alla fine della sua vita abbia prodotto un’opera che ci pare totalmente religiosa, riflette il Maestro Fisch; mi riesce difficile pensare che alla fine della sua vita si sia improvvisamente scoperto credente; era una persona molto critica e secondo me in quest’opera c‘è una qualche forma di critica dell’uso della religione da parte del mondo ecclesiastico del tempo.”

“Dopo una, magari due ore, racconta Jonas, tutto il pubblico si lascia andare, comincia ad ascoltare sempre più concentrato, preso dalla musica di Wagner… ci vuole un po’ di tempo ma quando succede è un’esperienza unica, che non si scorda più.”

Se desiderate visionare alcuni momenti delle interviste rilasciate in inglese dal tenore Jonas Kaufmann e dal direttore d’orchestra Asher Fisch, cliccate sul seguente link:
Jonas Kaufmann, Asher Fisch: interview extras

maggiori informazioni

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