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Tajani:“l’Europa deve puntare sulla qualità per sconfiggere la crisi”
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Euronews:“Le fabbriche chiudono, operai e dipendenti vengono licenziati. In questo clima le Piccole Medie imprese non riescono a sopravvivere. Si tratta di una situazione inevitabile, oppure riusciremo a superare questo momento?”.

Antonio Tajani Vicepresidente Commissione Ue, Commissario responsabile per impresa e industria:“Dobbiamo superarlo. Stiamo cercando di mettere la politica reale al centro delle politiche economiche. Abbiamo fatto molti errori in passato concentrandoci soprattutto sulla politica finanziaria e sui servizi. Relegando agli angoli le imprese e le aziende. Ora bisogna fare esattamente il contrario:riportare al centro l’industria e le imprese e usare la finanza per aiutare l’economia reale.

Euronews:“Siamo in una situazione d’emergenza, moltissime imprese sono state toccate dalla crisi, soprattutto al settore dell’automobile. Nessuna delle aziende europee di questo settore è stata risparmiata. Carlos Ghosn, il patron di Renault ha minacciato in occasione dell’inaugurazione del Salone dell’automobile di Parigi che se va avanti così Renault potrebbe chiudere”.

Tajani:“Sto lavorando a un piano d’azione per il settore automobilistico. Vogliamo portare a un miliaro e mezzo di euro la ricerca e l’innovazione nel settore dell’automobile verde. L’automobile ecologica sarà al centro della nuova politica industriale. Bisogna utilizzare tutta la forza che si ha per riuscire in alcuni settori. Penso poi ai 23 milioni di piccole e medie imprese che rappresentano la forza della nostra economia. Vanno aiutate a creare nuovi posti di lavoro. Se ognuna di esse creasse anche un solo nuovo posto di lavoro, avremmo 23 milioni di nuovi posti in Europa per i giovani. Ecco perché dobbiamo puntare sull’innovazione, la competitività e l’internazionalizzazione delle PMI”.

Euronews:“Torneremo sulle PMI tra poco. Vorrei parlarle di un altro settore industriale, le acciaierie. In Francia, Italia, Spagna il settore è duramente colpito. Come può essere invertita la rotta?”.

Tajani:“Stiamo lavorando con i sindacati, le imprese e con il Parlamento europeo. Presenterò un piano d’azione relativo al settore dell’acciaio entro la prima metà del 2013 nel quale valuterò le strategie che l’Unione europea può compiere per rafforzare questo settore fondamentale. Esiste sicuramente un problema di competitività legato alla concorrenza delle industrie cinesi e asiatiche. Per questo va trovata una strategia unica, un vero piano d’azione in grado di difendere un settore fondamentale per la nostra economia”.

Euronews:“Un piano d’azione entro metà 2013?”

Tajani:“Certamente”.

Euronews:“Riferendosi alla delocalizzazione qualche giorno fa in un’intervista ha dichiarato che l’aria sta cambiando. Cosa glielo fa pensare?”.

Tajani:“La situazione in cui ci troviamo ci spinge a riscoprire l’industria. Per vincere la crisi dobbiamo evitare che le nostre industrie vadano via. Non possiamo chiedere di fare sacrifici solo ai cittadini. Non basta parlare di riduzione del debito pubblico: bisogna anche studiare una strategia. La Commissione europea ha preparato una strategia: la politica industriale dovrebbe contribuire al 20% del Pil entro il 2020. Si tratta di una strategia che punta a rafforzare l’industria, cercando di riportare l’Europa ai livelli di qualche anno fa, di tornare ad avere la stessa industria di qualche anno fa. Ma per questo serve una nuova politica industriale, che sappia valorizzare le nostre qualità contro la concorrenza della Cina, dell’India, della Russia, del Brasile e degli Stati Uniti, puntando sulla qualità. Non possiamo vincere puntando sulla quantità, ma possiamo contare su una rete europea”.

Euronews:“Parliamo di PMI. Euronews incontra spesso imprenditori europei, voglio provare a mettermi nei loro panni. Ogni giorno si trovano ad affrontare tantissimi problemi: dalla burocrazia stringente alla corruzione e momenti difficili. A volte prevale il senso d’impotenza. Ci sono poi anche problemi di mancati pagamenti. Come si può rassicurarli, o aiutarli a rendere più dinamiche le loro aziende?”,.

Tajani:“Abbiamo preparato uno studio in cui abbiamo chiesto agli imprenditori quali sono i 10 ostacoli più duri incontrati in Europa. Sulla base delle risposte che otterremo faremo delle cose concrete. Abbiamo già migliorato la regolamentazione per le PMI. Stiamo anche cercando di ridurre il carico degli oneri amministrativi. L’obiettivo è poter avviare una nuova impresa in soli 3 giorni al costo di 100 euro. Ci stiamo occupando di facilitare l’accesso al credito. Abbiamo organizzato dei forum indirizzati alle Pmi dove si illustrava come accedere ai finanziamenti. Esiste poi la direttiva europea relativa al ritardo sui pagamenti che dovrà essere attivata in tutti i Paesi entro la fine di marzo 2013. Le amministrazioni dovranno provvedere al pagamento delle PMI entro i 30 e i 60 giorni, altrimenti si applicherà una sanzione dell’8%.
E’ un obbligo per tutti gli Stati europei. Si tratta di un messaggio chiaro per gli imprenditori e per i dipendenti delle imprese. Perché se un’impresa viene pagata in ritardo, muore e con essa i posti di lavoro di decine e decine di persone”.

Euronews:“Ultima domanda. E’ la settimana europea dedicata alle PMI. Se volessi lanciarmi nell’impresa, diventare imprenditore, lei in quanto Vicepresidente della Commissione e commissario responsabile per industria e impresa in quale settore mi consiglierebbe d’investire?”.

Tajani:“Penso soprattutto alla nuova economia. Le suggerirei lo spazio, le nanotecnologie, ma anche le biotecnologie. Tutti quei settori nuovi, più moderni dove l’Europa può ancora vincere. Ma anche il turismo. Turismo e spazio. Esiste un grande progetto europeo, si chiama Galileo relativo a 30 satelliti. I satelliti vanno nello spazio, ma i servizi che offrono rimangono sulla Terra: agricoltura, trasporti, sanità, protezione civile, pesca…Sono tutti settori dove si può ancora lavorare bene e guadagnare”.

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