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Forum di Astana, un'altra via per far fronte alla crisi

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Forum di Astana, un'altra via per far fronte alla crisi

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Astana come Davos. Ma con un’ambizione in più: l’obiettivo del Forum economico organizzato nella capitale del Kazakhstan è incidere sull’andamento delle politiche economiche internazionali allargando il confronto sulla visione del futuro.

Alexander Shashkov, euronews:
“In occasione del quinto forum economico d’Astana. sono attesi 7500 partecipanti: scienziati, premi Nobel, personaggi politici. Il loro compito è elaborare raccomandazioni da sottoporre ai governi che poi porteranno tali istanze al G20, al Fondo Monetario Internazionale e alle Nazioni Unite”.

L’obiettivo del Forum di Astana è di allargare il club dei Paesi che decidono le sorti dell’economia mondiale. A tal fine è stato creato un progetto di comunicazione grazie al quale i partecipanti saranno agevolati nel confrontarsi sui problemi legati allo sviluppo in ambito internazionale, e sulle conseguenze per i rispettivi Paesi e sul modo di incidere.

Kairat Kelimbetov, vicepremier kazako:
“Il presidente kazako ha sviluppato la piattaforma GGlobal. Il dibattito democratico non sarà dunque limitato ai Paesi del G8 o del G20, tutti i Paesi potranno contribuire a cercare delle soluzioni utili a cambiare l’attuale quadro economico e finanziario”.

Il Kazakhstan sta inoltre cercando di allargare le opportunità di interazione con i propri vicini, attraverso al Comunità economica
eurasiatica che raggruppa diverse repubbliche ex sovietiche sotto la sigla Eurasec.

Il suo segretario generale assicura che l’ organizzazione intergovernativa, puntando sulla cooperazione economica rappresenta un aiuto importante nell’affrontare la crisi.

Taïr Mansurov, Eurasec: “Abbiamo creato un mercato che coinvolge 170 milioni di persone, la sua nascita è stata decisa dai Capi di Stato nel 2008, un anno dopo avevamo già un fondo anticrisi pari a 10 miliardi di dollari. Si tratta di un aiuto prezioso per i Paesi membri che si trovano in difficoltà”.

Nell’agenda del forum di Astana
c‘è lo stato attuale dell’economia mondiale ma con l’occhio ai suoi futuri sviluppi. Edward Prescott, Premio Nobel per l’economia nel 2004 non condivide le previsioni pessimistiche sull’andamento dei prossimi anni:

“Le crisi finanziarie si verificheranno, come è accaduto in passato, nel 1980 nel 1990, ma anche prima. Possono essere superate. Ciò che conta è come i soggetti coinvolti riescano nonostante questo ad essere produttivi e come la produttività possa aumentare così da incidere sul giro d’affari. Questo è ciò che incide sul nostro standard di vita, nel tempo e a diverse latitudini”

Un’ altra idea dibattuta al Forum economico di Astana è quella di una unica moneta in grado di rimpiazzare il dollaro. Una tesi sostenuta dal Premio Nobel dell’economia. Secondo il canadese Robert Mundel gli scambi commerciali legati al dollaro sono stati danneggiati dall’andamento della moneta statunitense.

In collaborazione con Eurasian Economic Club of Scientists