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Crescono le tensioni tra Iran e Occidente. L’arrecchimento di uranio in Iran non si ferma e Il terzo produttore di petrolio al mondo continua a rivendicare che il nucleare serva per scopi civili. Intanto Unione europea rafforza le sanzioni credendo che l’iran sia sempre più vicino alla costruzione della bomba nucleare.

Israele propone attacchi aerei mirati per distruggere siti nucleari iraniani strategici. Gli Usa non escludono un intervento militare. Teheran minaccia di chiudere la più importante arteria per il trasporto di greggio al mondo: lo stretto di Hormuz e di cancellare Israele dalla cartina geografica.

Per qualcuno la discussione sul nucleare serve a garantire il supporto per un governo che ha perso consensi a causa della crisi economica.
Per qualcun’altro l’Iran sta solo prendendo tempo per costruire la bomba, scatenando una corsa agli armamenti nella regione.

Chris Burns:“In questa puntata di The Network abbiamo messo in connessione tre docenti universitari. Forse riusciremo a parlare più liberamente che se avessimo avuto dei politici presenti. Dal Parlamento europeo, a Bruxelles il professor Joachim Koops, Direttore del Global Governance Institute presso la free University of Brussels. Da Tel Aviv, Meir Litvak, Direttore del Centro per gli studi iraniani alla Tel Aviv University. Per lui Israele non sa esattamente dove lanciare gli attacchi aerei. E da Catania, il professor Reza Taghizaden. Esperto di affari iraniani e di questioni nucleari, insegna come docente all’Università di Glasgow”.

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