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Andalusia: terra promessa per i gitani?

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Andalusia: terra promessa per i gitani?

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Un unico popolo, infinite realtà. Dopo secoli di presenza in Europa, i gitani hanno ottenuto il riconoscimento dei propri vicini. Anche se il cammino da percorrere è ancora lungo.

Oggi sono i gitani che vivono in Spagna a tendere una mano ai rom che arrivano dall’Est. Questa settimana andremo a Siviglia, un crogiuolo di culture, per una puntata della nostra serie dedicata al popolo rom.

La mia esperienza con i gitani di Siviglia

Sono arrivata a Siviglia un martedì sera e, nel primo bar in cui sono entrata, il cameriere mi ha accolta cantando il flamenco. In Spagna la musica ha giocato un ruolo chiave per il riconoscimento del popolo gitano. Molte stelle della canzone appartengono a questa etnia e il flamenco ha oltrepassato le frontiere nazionali diventando, allo stesso tempo, un segno dell’identità culturale spagnola. Ma questa elite artistica non rappresenta la realtà di un popolo che da secoli vive in Spagna.
 
La realtà dei gitani in Spagna è complessa e diversificata. Affermare che l’integrazione è totale sarebbe esagerato. Così come sarebbe falso dire che tutta la comunità vive ai margini della società. Forse il termine che più si avvicina alla realtà è ‘convivenza’.
 
L’amministrazione spagnola, negli ultimi decenni, ha scommesso sull’integrazione di questa minoranza, creando piani specifici e garantendo sovvenzioni per favorire l’accesso alle abitazioni, al lavoro e all’istruzione. Si sono fatti progressi e si sono imparate lezioni. Ma ora c‘è chi chiede le stesse cose per tutti i cittadini, siano essi gitani o meno.
 
La politica contro i rom provenienti dall’Europa dell’Est, messa in atto dal governo francese, ha iniziato a rafforzare l’identità collettiva del popolo gitano. Ma le differenze nazionali pesano, e non poco. In Spagna i gitani sono fieri delle proprie origini e, per quello che mi hanno raccontato, 
diventano ogni giorno meno invisibili. Non cercano più di nascondere le proprie origini per il timore di essere rifiutati.  
 
Leire Otaegi