Esclusivo: il sottosegretario di Stato polacco Michał Baranowski ha condannato l’incursione di droni russi in Romania di venerdì mattina, avvenuta poco dopo episodi simili nei Paesi baltici e in Polonia
Il sottosegretario di Stato polacco allo Sviluppo e alla Tecnologia Michał Baranowski ha dichiarato a Euronews che lo sconfinamento di un drone russo in Romania, avvenuto all'alba di venerdì dopo una serie di episodi simili nella regione del Baltico, dimostra che l'Unione europea non vive più in tempo di pace.
"Non si tratta di errori. Sono provocazioni", ha detto alla trasmissione di Euronews Europe Today. "La situazione è estremamente grave. È difficile rendere l'idea dell'entità di questa escalation".
Secondo le autorità romene, il drone faceva parte di un attacco russo notturno contro l'Ucraina ed è precipitato su un condominio nel sud-est della Romania, ferendo due persone.
Dall'inizio di maggio si sono registrate almeno sei incursioni di droni, confermate o sospette, nello spazio aereo di Lettonia, Lituania, Estonia e Finlandia.
Gli episodi hanno fatto scattare l'allarme sia nella Nato sia nell'Unione Europea, che si affidano ai Paesi lungo il Baltico e sul fianco orientale come linea di difesa chiave contro la Russia.
Nel settembre dello scorso anno quasi 20 droni russi hanno violato lo spazio aereo polacco. All'epoca il primo ministro polacco Donald Tusk definì l'episodio una "minaccia diretta" e accusò Mosca.
"Siamo molto chiari su chi sia l'aggressore", ha dichiarato Baranowski, riferendosi all'ultima incursione in Romania e ha aggiunto: "Spetta naturalmente al governo romeno decidere se attivare l'articolo 4 della Nato, che consentirebbe consultazioni tra gli alleati".
L'articolo 4 del Trattato del Nord Atlantico permette a qualsiasi Stato membro di chiedere consultazioni d'emergenza quando ritiene minacciata la propria integrità territoriale, indipendenza politica o sicurezza.
Il presidente romeno Nicușor Dan ha dichiarato in un post su X di aver convocato una riunione della Nato alle 11:00 ora locale per discutere le implicazioni di quello che ha definito "l'incidente più grave" che ha colpito il Paese dall'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia, nel 2022. "Disporremo misure proporzionate nei confronti della Federazione russa", si legge ancora nel post.
Una fonte diplomatica ha riferito a Euronews che, dopo le incursioni nei Paesi baltici della scorsa settimana, durante una riunione dei ministri degli Esteri in Svezia venerdì si è discusso della possibilità di invocare l'articolo 4. Al momento, però, non è stata presa alcuna decisione in tal senso.