Il segretario uscente del Carroccio è stato rieletto con oltre 450 voti contro i 146 dello sfidante Garavaglia. Salvini ha annunciato un nuovo simbolo della Lega e promesso che porterà in Consiglio dei ministri lo stop agli aiuti a Kiev
Matteo Salvini è stato riconfermato alla guida della Lega per la quarta volta consecutiva e rimarrà in carica per i prossimi quattro anni, fino al 2030. Questo l'esito del voto a scrutinio segreto con cui si è concluso il congresso straordinario del partito.
Il segretario uscente ha ottenuto 465 voti a favore, superando nettamente lo sfidante Massimo Garavaglia, senatore ed ex ministro del governo Draghi, che si è fermato a 146 preferenze.
Al termine del congresso, il segretario riconfermato ha presentato dal palco la nuova veste grafica del partito, chiedendo alla platea se fosse di loro gradimento. Il simbolo diventa ufficialmente "Lega Italia federale", caratterizzato da uno sfondo bianco e blu con la parola "Lega" in blu, "Italia" in giallo e "federale" in bianco, mantenendo al centro la tradizionale sagoma di Alberto da Giussano con la spada levata.
Viene così archiviata la dicitura "Lega per Salvini premier", rimuovendo il nome del leader per adattarsi alla nuova legge elettorale che richiede l'indicazione del candidato premier direttamente da parte di ogni coalizione.
Le promesse di Salvini per la "nuova" Lega
Il congresso straordinario è stata convocato per discutere e approvare le modifiche allo statuto, con particolare attesa per i nuovi organi voluti da Salvini, tra cui una segreteria politica composta da 9 membri e il coordinatore federale delle segreterie, entrambi scelti e revocabili dal leader, e per le definizioni sul futuro ruolo di Luca Zaia.
Nel corso del suo intervento prima delle votazioni, Salvini ha illustrato la linea politica del partito chiedendo un mandato chiaro ai delegati in sala. Il leader leghista ha promesso che, con la sua rielezione, si presenterà in Consiglio dei ministri con una posizione netta, affermando la fermezza del partito nell'interrompere l'invio di fondi e forniture militari all'Ucraina.
"È da ormai più di 4 anni che noi sosteniamo, giustamente, il popolo aggredito e bombardato, approvando sanzioni su sanzioni, inviando 90 miliardi di euro e non so quanti pacchetti di armi, ormai ho perso il conto. Ci si può domandare al congresso della Lega, forza di governo responsabile e leale ma mai silente, se dopo 4 anni di conflitto e migliaia di morti, pensare di mandare altre armi e altre soldi e approvare altri sanzioni sia la via migliore per approvare la pace? Ci si può porre questo quesito?", ha detto Salvini aggiungendo: "Abbiamo sempre sostenuto il popolo aggredito" ma ora "investiamo in diplomazia perché nel 2026 le guerre non finiscono sul campo ma al tavolo diplomatico. Prima si riporta al tavolo della diplomazia e meglio è per tutti".