Uomini armati e mascherati avrebbero accompagnato 20 migranti in Lettonia. Riga vuole ampliare i poteri delle guardie di frontiera contro minacce e sabotaggi
Il confine tra Lettonia e Bielorussia torna al centro delle preoccupazioni per la sicurezza dei Paesi baltici. Il 5 ottobre, un gruppo di circa 20 migranti ha tentato di entrare in territorio lettone utilizzando scale improvvisate, accompagnato da uomini armati e mascherati che avrebbero minacciato i militari di frontiera. Nelle ore successive, alcuni dispositivi di sorveglianza sono stati danneggiati, compromettendo la capacità delle autorità di individuare nuovi tentativi di attraversamento.
L'episodio segna un'ulteriore escalation lungo il confine orientale della Lettonia, che dal 2021 affronta una pressione migratoria proveniente dalla Bielorussia. Secondo il ministro degli Interni lettone, Jānis Dombrava, le persone che accompagnavano il gruppo hanno intimidito apertamente i soldati.
"La combinazione di intimidazioni armate e sabotaggi mirati aumenta il rischio di uno scontro violento e mette alla prova sia le nostre difese sia la nostra volontà di reagire", ha dichiarato Dombrava a Euronews. "Si tratta di una minaccia alla sicurezza, non semplicemente di un problema di gestione dei flussi migratori".
Confine Lettonia-Bielorussia, completata la recinzione
La Lettonia ha completato quest'anno la costruzione di una barriera lungo i 173 chilometri di confine con la Bielorussia, affiancandola a sistemi di sorveglianza avanzati per individuare e impedire gli attraversamenti irregolari.
Il rafforzamento delle difese, tuttavia, starebbe spingendo chi organizza e facilita i passaggi a ricorrere a metodi sempre più aggressivi. A spiegarlo è Guntis Pujāts, capo della Guardia di frontiera di Stato lettone.
"Cercano di essere più aggressivi, lanciano pietre, mostrano oggetti che sembrano armi e così via", ha riferito Pujāts a Euronews, sottolineando che l'ultimo episodio non lascia prevedere un miglioramento della situazione. "Dimostra che la situazione non è destinata a calmarsi, ma al contrario a peggiorare".
La Lettonia vuole ampliare i poteri delle guardie di frontiera
Di fronte a questi episodi, la Guardia di frontiera chiede ora maggiori poteri per proteggere il personale e impedire nuovi attacchi alle infrastrutture lungo il confine. La richiesta arriva mentre il Paese baltico entra nel quinto anno di gestione della pressione migratoria proveniente dalla Bielorussia e trova il sostegno del ministro degli Interni.
Attualmente, le guardie possono già ricorrere alle armi da fuoco nelle circostanze previste dalla legge, comprese quelle in cui devono affrontare minacce gravi o tentativi di sabotaggio. La proposta punta a estendere i margini d'intervento delle guardie e del personale di polizia ed esercito impegnato nelle operazioni di frontiera.
Giovedì la Guardia di frontiera ha presentato al ministero degli Interni una proposta di modifica delle norme. Tra i cambiamenti richiesti c'è la possibilità, in determinate circostanze, di usare la forza senza essere obbligati a lanciare prima un avvertimento. Le guardie potrebbero inoltre impiegare tutti i mezzi disponibili per fermare le persone responsabili di danneggiare le infrastrutture di confine.
"Non saremo obbligati ad avvertire in anticipo e ci sarà consentito usare tutti gli strumenti di cui disponiamo per fermare e quindi neutralizzare le persone che danneggiano la nostra infrastruttura di confine", ha spiegato Pujāts.
Il governo vuole maggiori garanzie per chi difende il confine
Dombrava ha confermato a Euronews l'intenzione di sostenere modifiche legislative per ampliare i poteri degli agenti impegnati nella difesa del territorio.
"Proporrò emendamenti per dare a chi protegge il nostro Paese poteri più chiari e maggiore discrezionalità di fronte a minacce di questo tipo", ha dichiarato il ministro.
L'obiettivo, ha aggiunto, è anche tutelare il personale da eventuali procedimenti penali quando l'impiego delle armi da fuoco o di altri mezzi speciali avviene legittimamente.
"Chi protegge il confine di Stato della Lettonia – guardie di frontiera, soldati e altri funzionari – deve poter essere certo di non essere sottoposto ingiustamente a procedimenti penali per l'uso legittimo di armi da fuoco o di mezzi speciali", ha affermato Dombrava.
Non è ancora chiaro quanto tempo servirà per trasformare la proposta in legge. Interpellato sulle tempistiche desiderate, Pujāts ha risposto con una battuta che riflette l'urgenza attribuita alla questione: "Ieri, o l'altro ieri".