Mentre in Ungheria, dopo l'uscita di Orbán, è stato possibile organizzare il Pride senza particolari timori, in Slovacchia il governo guidato da Robert Fico adotta sempre più spesso toni omofobi e limita gradualmente i diritti della comunità LGBTQ+
La sedicesima parata del Pride di Bratislava si è svolta sabato in un clima piuttosto teso a causa dei toni sprezzanti da parte del governo guidato da Robert Fico, che sta gradualmente limitando i diritti della comunità LGBTQ+.
Il messaggio centrale dell’evento di quest’anno era il «coraggio». Gli organizzatori volevano dimostrare attraverso l’esempio dell'Ungheria, che è tornata a organizzare un Pride serenamente dopo l'uscita di scena di Viktor Orbán, che se la comunità LGBTQ+ è in grado di difendere i propri diritti, può ottenere anche un cambiamento politico significativo.
Martin Macko, organizzatore, ha dichiarato a Euronews: «Mentre il mondo diventa sempre più tollerante, le leggi slovacche sono sempre più discriminatorie. Il Parlamento ha recentemente approvato un emendamento costituzionale ispirato alla normativa ungherese. In base a questo, le persone dello stesso sesso non possono sposarsi e non viene nemmeno riconosciuta l’esistenza delle persone transgender».
I partecipanti si sono radunati in Piazza della Libertà (Námestie slobody) a Bratislava, nei pressi della sede del governo slovacco. Dopo i programmi culturali della mattinata, nel pomeriggio è partita la marcia per le vie del centro città, che ha seguito un percorso simile a quello dello scorso anno, per poi tornare al punto di partenza, dove fino a sera i partecipanti hanno potuto assistere a concerti e discorsi.
Anche quest’anno una tappa importante dell’evento è stata l’ex bar gay Tepláreň, dove nell’ottobre 2022 un uomo armato di estrema destra ha ucciso due persone. Anche qui i manifestanti hanno commemorato le vittime, la cui morte ha rappresentato una pietra miliare nella storia della comunità LGBTQ slovacca.
Una delle principali relatrici dell’evento è stata Silvia Porubänová, direttrice esecutiva del Centro nazionale slovacco per i diritti umani. Nel suo discorso ha affermato che la società è sempre più divisa, per cui è particolarmente importante la visibilità e la difesa dei propri diritti.
«La parola chiave dell’evento di quest’anno è il coraggio. Il coraggio di essere visibili, di essere noi stessi e di difendere i nostri diritti. La maggior parte di noi ritiene che stiamo vivendo tempi difficili e che la nostra società sia sempre più polarizzata».
Al Pride di Bratislava hanno partecipato anche politici stranieri. Secondo la deputata francese al Parlamento europeo Mélissa Camara, gli attacchi ai diritti delle donne e delle persone queer sono spesso presagi di un’azione più ampia contro le istituzioni democratiche.
Anche questa volta, per motivi di sicurezza, gli organizzatori non hanno reso noto in anticipo il percorso esatto, mentre la polizia ha garantito la sicurezza della zona con un imponente dispiegamento di forze, consentendo così lo svolgimento della manifestazione senza incidenti.
In concomitanza con il Pride si è tenuta nuovamente la marcia conservatrice «Hrdí na rodinu» (Orgogliosi della famiglia), che promuove il modello familiare tradizionale. I partecipanti hanno sfilato all’insegna dello slogan «Il matrimonio protegge i bambini», portando con sé palloncini rossi su cui era riportata la scritta «Mamma e papà per sempre».