Arthur, il robot che combatte contro l'artrite reumatoide

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Di Cristiano Tassinari  & Euronews World
L'esame eseguito dal robot Arthur.
L'esame eseguito dal robot Arthur.   -   Diritti d'autore  Screenshot

La velocità di diagnosi, innanzitutto.

Mette Spangsgaard, insegnante 45 anni, soffre di artrite reumatoide e si sottopone regolarmente all'ecografia presso l'ospedale di Svendborg, nel sud della Danimarca. Oggi l'esame viene eseguito da un robot.

A Mette Spangsgaard, nel 2014, è stata diagnosticata l'artrite reumatoide, una malattia autoimmune che colpisce soprattutto le articolazioni. I problemi di salute hanno costretto l'insegnante ad andare in pensione anticipata.

"Una diagnosi in ritardo"

Racconta Mette Spangsgaard
"Purtroppo, ho avuto la diagnosi in ritardo e ora il mio fisico ha subito alcuni cambiamenti, soprattutto i miei piedi e le mie ossa, e questo sarà per tutta la vita. Non si può più tornare indietro. Tutto questo avrà un impatto sul mio futuro, sperando di poter continuare a camminare, e non solo. Ci sto pensando, al mio futuro. E mi fido di ARTHUR".

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Mette Spangsgaard riesce comunque a sorridere.Screenshot

Il robot clinico automatizzato, denominato ARTHUR - abbreviazione di "ARTHritis Ultrasound Robot" - utilizza un braccio robotico per scansionare le articolazioni di mani e piedi, in tempi molto rapidi,
Dopo aver acquisito automaticamente le immagini ecografiche, ARTHUR le analizza utilizzando un algoritmo di intelligenza artificiale e invia un rapporto ai medici, insieme a una cartella clinica elettronica.

Il robot può scansionare, ad esempio, le due mani di un paziente in circa 12 minuti, il che significa che può gestire fino a quattro pazienti all'ora.

"L'importanza fondamentale di diagnosi veloci"

I medici sono concordi nell'evidenziare l'importanza di diagnosticare precocemente l'artrite reumatoide, per evitare la perdita della funzione articolare.

Soeren Andreas Just è consulente in reumatologia all'Odense University Hospital di Svendborg: "Lo stesso paziente, se diagnosticato precocemente, può essere trattato con molti meno farmaci rispetto allo stesso paziente rilevato molto più tardi, dove il sistema immunitario è molto più irregolare e necessita di cure molto più complicate e costose, e il rischio di danno articolare è più elevato".

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"Meglio diagnosticare un paziente precocemente..."Screenshot

Creato nel 2019 dallo spin-out universitario ROPCA, insieme agli esperti del laboratorio di Robotica dell'Università della Danimarca meridionale (SDU), ARTHUR entra in servizio regolare presso l'ospedale di Svendborg proprio in questi giorni.

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Ospedale di Svendborg, esterno giorno.Screenshot

Sono già state richieste per ARTHUR anche da Germania e Canada e potrebbe richiedere l'approvazione della Food and Drugs americana nei prossimi anni.

"La cosa peggiore sono i tempi d'attesa"

Johannes Schaeferhoff, Ceo di ROPCA: 
"L'artrite reumatoide è progressiva e le articolazioni peggiorano, quindi bisogna curare i pazienti velocemente. E,  attualmente, abbiamo lunghe attese. Dovremmo porre i pazienti in terapia al massimo 6-8 settimane dopo l'insorgenza dei sintomi e, invece, in tutta Europa, i tempi di attesa sono almeno di sei mesi".

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"I tempi di attesa sono troppo lunghi".Screenshot

Mette Spangsgaard non ha rinunciato al sogno di tornare a insegnare, un giorno. 
Spera che robot come ARTHUR possano individuare i casi di artrite reumatoide addirittura prima che compaiano i sintomi.

Euronews racconta

Un servizio del 12 marzo 2018 sull'artrosi e sulle "terapie mirate".