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Bimbo morto a Sharm el Sheik: zio, segnati per sempre

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Di ANSA
Padre ricoverato ancora in grave condizioni, lieve miglioramento
Padre ricoverato ancora in grave condizioni, lieve miglioramento

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">PALERMO</span>, 07 <span class="caps">LUG</span> – “La tragedia che ci ha colpito<br /> segnerà per sempre la vita delle nostre famiglie. Una ferita che<br /> ci porteremo a lungo”. Lo dice Roberto Manosperti, zio materno<br /> del piccolo Andrea Mirabile, il bambino di sei anni morto per<br /> cause ancora da chiarire a Sharm El Sheikh, dove era in vacanza<br /> con i genitori.<br /> Antonio Mirabile, 46 anni, che lavora all’Anas, padre del<br /> piccolo Andrea, è sempre ricoverato in terapia intensiva anche<br /> se le sue condizioni sembrano migliorare. “Per fortuna lo stato<br /> di mio cognato Antonio registra lievi miglioramenti – aggiunge<br /> Roberto Manosperti – Il problema è che persiste il basso valore<br /> di ossigenazione del sangue non appena gli viene tolta la<br /> mascherina dell’ossigeno. Una situazione che non gli permette di<br /> prendere il primo volo di linea con mia sorella e ritornare a<br /> casa”. Sta meglio invece la mamma del piccolo, Rosalia<br /> Manosperti, incinta di 4 mesi. Restano ancora un mistero le<br /> cause della morte del bambino. “Sulla morte di Andreuccio<br /> avvenuta nel giro di sole 36 ore dalla manifestazione dei primi<br /> sintomi, non c‘è ancora alcuna certezza così come non abbiamo la<br /> tempistica per conoscere il referto dell’autopsia eseguita dai<br /> medici egiziani. Non appena la salma tornerà in Italia ci<br /> adopereremo per far eseguire un altro esame da medici di<br /> fiducia”. Roberto Manosperti lancia infine un nuovo appello ad aiutare<br /> i familiari bloccati in Egitto. “Mi rivolgo a tutte le<br /> istituzioni e autorità competenti sia a quelli locali, il Comune<br /> di Palermo e la Regione Siciliana, che a quelle nazionali<br /> affinché tutti si possano adoperare per fare rientrare a casa<br /> mia sorella, che voglio ricordare è incinta, e mio cognato dopo<br /> questa immane tragedia che li ha colpiti”. La Farnesina è già stata informata, così come l’Ambasciata<br /> italiana in Egitto: tutti hanno assicurato che una volta<br /> migliorate le condizioni del papà del bimbo ancora ricoverato in<br /> ospedale la famiglia verrà trasferita a Palermo a spese dello<br /> Stato. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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