ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Brexit: le luci e le ombre del primo accordo tra UE e Regno Unito

Un passo avanti nei negoziati tra Londra e Bruxelles, ma che non mette la parola fine alle incertezze dei cittadini

Lettura in corso:

Brexit: le luci e le ombre del primo accordo tra UE e Regno Unito

Dimensioni di testo Aa Aa

Dopo un braccio di ferro durato 18 mesi, venerdì Bruxelles e Londra hanno raggiunto un accordo che presenta luci e ombre circa i tre aspetti principali del loro divorzio.
Il testo cerca di dare certezze sui diritti dei cittadini europei e britannici e sulla questione dei confini in Irlanda del Nord. Non precisa l’ammontare della fattura che il Regno Unito dovrà pagare, ma ne indica le modalità di calcolo. Secondo alcune stime l’importo dovuto alle casse europee sarebbe di circa 55 miliardi di euro, ma lo stesso Michel Barnier ha preferito non indicare alcuna somma.
In compenso, ha voluto rassicurare i quattro milioni e mezzo di cittadini europei che hanno deciso di vivere in un altro stato dell’UE diverso dal loro, grazie alle norme sulla libera circolazione delle persone. “Il nostro accordo preserva questi diritti” ha affermato.


Le disposizioni sulla libera circolazione delle persone si applicheranno non soltanto a chi si trasferirà nel Regno Unito prima che la Gran Bretagna esca dall’Unione europea, ma anche durante il successivo periodo di transizione due anni. A decidere sulle loro controversie legali saranno i tribunali britannici, ma sarà la Corte di giustizia dell’UE ad avere l’ultima parola.
Sulla questione irlandese Barnier ha dichiarato che ad una “situazione unica verrà applicata una soluzione specifica. La nostra linea è molto chiara, cosi come lo è quella del Regno Unito.Lavoreremo su soluzioni che riguarderanno solo l’isola irlandese e l’Irlanda del Nord”.


Per evitare la reintroduzione di frontiere rigide sia Dublino che Belfast continueranno ad applicare le regole sul mercato unico e sull’unione doganale. Questo però potrebbe comportare una frontiere interna al Regno Unito. Londra si è impegnata a trovare una soluzione adeguata ma, se non dovesse riuscire a garantire la concorrenza nel mercato interno, potrebbe optare per continuare ad adottare il regime del mercato unico e dell’unione doganale. E questo a molti britannici non piacerà.

Alcuni eurodeputati, come il leader dei conservatori Manfred Weber, hanno espresso dubbi sulla chiarezza dell’accordo. Rimangono infatti irrisolte ancora molte questioni, ma il tempo stringe: l’impressione è che questo sia stato un tentativo in extremis che permetterà la prossima settimana ai 27 capi di stato e di governo di dare formalmente il via libera alla seconda fase dei negoziati sulla Brexit.