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Al Parlamento europeo scontro tra OMS e EFSA sul glifosato

Gli eurodeputati hanno tenuti un'udienza per far luce sulla reale dannosità del glifosato sulla salute dell'uomo

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Al Parlamento europeo scontro tra OMS e EFSA sul glifosato

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E’ battaglia di polemiche ed evidenze scientifiche sull’utilizzo di sostanze chimiche per sradicare le erbacce. Ma per i coltivatori è necessario trovare soluzioni alternative e economiche al Glifosato, sospettato di essere cancerogeno. Nella sua fattoria in Vallonia Quentin Goffinet ha deciso di optare per una coltivazione biologica, eliminando le erbacce con una ruota meccanica. Per lui il cibo è molto più di un’attività commerciale. “Il lavoro dell’agricoltore e tutta la sua produzione è stato banalizzato a favore delle grandi aziende. Ho l’impressione che più che il cibo siano i prodotti finanziari a nutrire la popolazione”.
Prodotto dalla multinazionale americana Monsanto, il glifosato è impiegato in 160 paesi.
“L’erbicida a base di glifosato è oggetto di un intenso dibattito nell’Unione europea, che dovrà decidere se rinnovare o meno la licenza per il prossimo decennio. Il Parlamento europeo ha voluto contribuire al dibattito”.
Invitata all’audizione parlamentare, la Monsanto ha invece rifiutato di partecipare inviando una lettera in cui accusava gli eurodeputati di politicizzare una procedura che dovrebbe essere scientifica.
Mercoledì l’europarlamento si è discusso della dannosità del glifosato per la salute dell’uomo. E’ scontro tra l’organizzazione mondiale della sanità e l’agenzia europea per la sicurezza alimentare.


“Ci sono limitate evidenze sul fatto che possa provocare il tumore negli esseri umani – ha spiegato Kate Guyton dell’OMS – . Ci sono prove sufficienti sugli animali e ci sono prove sulla produzione di meccanismi che sappiamo essere associati a effetti cancerogeni e che, in seguito, hanno portato il gruppo di ricerca a classificare il glifosato come probabilmente cancerogeno per gli esseri umani “
Di parere diverso è l’agenzia europea, accusata pero’ di aver basato la sua valutazione su studi finanziati dall’industria.
“La sostanza attiva glifosato non necessita di essere classificata come cancerogena”, ha ribattuto Jose Tarazona, dell’EFSA. “A tal proposito, è importante ricordare che tutte le agenzie di regolamentazione in Canada, Giappone e Nuova Zelanda, hanno confermato questa valutazione”.
Per rinnovare la licenza per l’uso del glifosato è necessaria la maggioranza qualificata degli stati membri. L’Italia si è detta contraria mentre resta l’incognita della posizione del nuovo governo tedesco.