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Proprietà intellettuale per aumentare il business delle PMI

La proprietà intellettuale come asset per le aziende

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Proprietà intellettuale per aumentare il business delle PMI

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Perché le Piccole e Medie imprese investono sulle proprietà intellettuali più competitive per creare maggiori posti di lavoro? Questo è ciò che vogliamo scoprire a Malmö in Svezia, con un’azienda che ha inventato un casco airbag per i ciclisti.

Ann Charlotte Björk, avvocato e specialista del diritto sulla proprietà intellettuale ci spiega che ci sono studi che dimostrano come le aziende che investono sulla proprietà intellettuale hanno ricavi più alti, il 30% in più. Hanno più lavoratori e sono anche in grado di pagare salari più alti ai loro dipendenti.

Diritti di proprietà intellettuale

  • Gli “IPR”, i diritti di proprietà intellettuale, proteggono le attività umane e creative delle imprese e consente di trarre profitto dalle loro creazioni e dalle loro idee più innovative.
  • Il 42% del PIL dell’UE deriva dal lavoro e dalle aziende che si occupano di innovazione e proprietà intellettuale che forniscono oltre 60 milioni di posti di lavoro in Europa.
  • Le imprese che proteggono i loro “Diritti di proprietà intellettuale” hanno ricavi maggiori del 32% rispetto alle aziende che non lo fanno. Inoltre hanno più dipendenti e pagano salari più alti.
  • Solo il 9% delle PMI dell’UE utilizza la proprietà intellettuale, rispetto al 36% delle grandi imprese. Questo perché non riconoscono i vantaggi o non riescono a trovare delle procedure per proteggere i loro “Diritti di proprietà intellettuale” considerati troppo costosi.

Link utili

Airbag per ciclisti: un casco invisibile inventato da studentesse svedesi

Un airbag per i ciclisti, capace di proteggere la testa in caso di cadute ed incidenti. Un prodotto, unico al mondo, creato a Malmö. Si chiama Hövding ed è stato progettato da due studentesse svedesi della facoltà di ingegneria della Lund University: Anna Haupt e Terese Alstin. L’anno scorso ne sono stati venduti oltre 30.000 in Europa e in Giappone. E’ una sorta di collare ergonomico che si indossa e si apre solo all’occorrenza grazie alla presenza di sensori, rimanendo invisibile e non invasivo in tutti gli altri casi. L’AD di Hövding, Fredrik Carling, ci ha spiegato che una ricerca della Stanford University ha dimostrato che il prodotto protegge le persone 8 volte meglio rispetto ai caschi tradizionali.

La società che produce questi airbag, investe 20-30.000 euro l’anno per la tutela della sua proprietà intellettuale. Negli ultimi 10 anni il suo fatturato ha raggiunto i 25 milioni di euro. E ora con i suoi 35 dipendenti, punta a raddoppiare il proprio guadagno entro il 2020. “Avendo fatto un investimento nel nostro portafoglio sulla proprietà intellettuale, ora possiamo decidere quale ritmo tenere sul mercato. Seconda cosa, questo ci permette di muoverci, non solo nell’area del ciclismo, ma anche in altri settori”, ha aggiunto l’AD.

Proprietà intellettuale per aumentare il business delle PMI

Dunque quello che è importante è proteggere i brevetti ma non solo. Secondo l’Avvocato Björk non bisogna dimenticare gli altri diritti come marchi, diritti di progettazione, diritti d’autore e anche segreti commerciali, che sono molto importanti da proteggere. Meno del 10% delle PMI europee, al momento, protegge la loro proprietà intellettuale. Tuttavia esistono strumenti e anche una rete istituita dall’Unione Europea che fornisce aiuti concreti alle aziende. In Cina, Sud-Est asiatico e America Latina, è disponibile SME IPR, un servizio per le imprese dove si possono ricevere consigli gratuiti da esperti e anche sessioni di formazione!”