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I fedeli di Finsbury Park: "Un atto premeditato"


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I fedeli di Finsbury Park: "Un atto premeditato"

Un atto ben pianificato, il furgone che attende l’uscita dalla moschea e poi prende velocità per scagliarsi sulla folla. I fedeli a Finsbury Park non hanno dubbi: si tratta di un deliberato attacco contro di loro.

“Il furgone ha atteso l’uscita dei fedeli, poi è piombato loro addosso”


“Ho visto subito tra otto e dieci feriti – dice uno di loro, confermando il bilancio dei soccorritori – Alcuni erano stesi a terra. Altri sono stati messi sulle barelle dalla polizia e portati via in ambulanza. Queste è quanto ho visto all’inizio”. “Qui la strada è affollata, soprattutto ora durante il Ramadan. Nella moschea c’erano molti fedeli raccolti in preghiera. Poi hanno cominciato a uscire e proprio in quel momento, il furgone è piombato loro addosso”.

“Niente ebbrezza, né pazzia: il conducente mirava a noi”


La premeditazione di cui parlano molti, si trasforma nelle testimonianze in certezza che anticipa i risultati delle indagini: “Nessuno stato di ebbrezza e nessuna pazzia – dice qualcuno, in riferimento alla perizia psichiatrica che è stata ordinata sul conducente -. Sapeva benissimo quello che faceva, l’obiettivo eravamo noi”.

“Attacco terroristico? Se le vittime eravamo noi, finora non lo si chiamava così”


La definizione di “possibile attacco terroristico” accoglie poi il favore di altri fedeli. “Finora l’impressione era stata quella del ricorso a due pesi e due misure, a seconda di chi fossero le vittime – dice uno di loro -. Questo è invece un episodio assimilabile in tutto e per tutto agli attacchi avvenuti sul London Bridge e sul Westminster Bridge”.

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