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Attacco a Londra, 7 morti; 12 arresti, perquisita la casa di un attentatore

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Attacco a Londra, 7 morti; 12 arresti, perquisita la casa di un attentatore

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A Londra è tornato l’incubo terrorismo a soli due mesi dall’attentato di Westminster e a pochi giorni dai fatti di Manchester. Sabato sera un ttacco nella zona del London Bridge ha ucciso sette persone, 48 i feriti tra cui un agente in gravi condizioni, 4 francesi, 2 australiani, nessun italiano. Intorno alle 22:30, ora locale, un furgone bianco è piombato a 80km all’ora sul ponte travolgendo i passanti; poi il furgono si è diretto a Borough market, sono scesi tre uomini armati di coltello che hanno iniziato a colpire chi si trovava sotto tiro. Qui la polizia ha confermato di aver ucciso i tre terroristi.
Secondo alcuni testimoni, durante l’azione gli aggressori gridavano: “Questo è per Allah”.
Poco dopo un terzo allarme era scattato a Vauxhall, a oltre 4 chilometri dagli altri due luoghi, ma la polizia ha fatto sapere che non aveva nulla a che fare con i terroristi.
La premier britannica Theresa May ha convocato per domenica mattina a Downing Street il comitato di emergenza Cobra, che già si era riunito più volte nei giorni scorsi dopo l’attentato suicida di Manchester. Alla fine ha dichiarato che gli attentati, tre in tre mesi, in Gran Bretagna, hanno la stessa matrice ideologica: l’estremismo islamista. May ha invocato un cambio di passo nella lotta al terrorismo e fatto sapere che 5 grandi attentati sono stati sventati.
Dopo l’attacco, la zona è stata transennata; chiusi il London Bridge, in entrambe le direzioni, e la stazione omonima della metropolitana. Scotland Yard ha chiesto a cittadini e turisti di non avvicinarsi all’area.
Dodici persone sono state arrestate a Barking, quartiere di Londra, in relazione all’attacco al London Bridge. È stata perquisita la casa di uno degli attentatori, un uomo mediorientale con moglie e figli.