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Il testimone: "Ci hanno detto di restare all'interno"

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Il testimone: "Ci hanno detto di restare all'interno"

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La paura per l’attacco di Londra è ancora negli occhi dei testimoni. Come Tiago, che lavora in un ristorante nei pressi del London Bridge: “Ero nel ristorante dove lavoro con il resto dello staff – racconta -. A un certo punto abbiamo sentito dei colpi di arma da fuoco, probabilmente tra le nove e le dieci. La polizia ci ha detto di restare all’interno e siccome un locale accanto al nostro ha un servizio di sicurezza, gli agenti ci hanno detto che era meglio trasferirci lì per restarci tutta la notte. Così abbiamo fatto e ci siamo fermati nel locale fino a quando non ci hanno detto di andarcene”.

Ma nel ristorante non c’era solo il personale. Alla paura si aggiunge la difficoltà di dover gestire la situazione con gli avventori: “Una situazione difficile anche per i nostri clienti – continua Tiago -, che erano fuori a cena e tutto sembrava strano, e nessuno sapeva che cosa stesse succedendo. C’era tensione, e noi non potevamo fornire abbastanza informazioni, dovevamo solo dire di restare all’interno, perché è quel che avevano detto a noi di fare. E poi improvvisamente ci hanno detto che non dovevamo restare dentro, ma che dovevamo andare in un locale e rimanere lì per un po’. Insomma…”

Tiago però pensa che complessivamente la situazione sia stata gestita in modo che nessuno nel ristorante sia mai stato davvero in pericolo: “Sono stati molto rapidi, molto efficienti.Da qui si potevano vedere le forze di polizia. Ricordo che si potevano vedere dal ristorante. Ero fuori, guardavo la porta e potevo vedere parecchi poliziotti – armi, guardie. Eravamo sorvegliati bene, non so se… probabilmente abbastanza, ma non si sa mai…”