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Olanda, elezioni con l'incognîta Wilders


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Olanda, elezioni con l'incognîta Wilders

Il prossimo 15 marzo gli olandesi sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo Parlamento. L’Olanda, tra l’altro, é il primo Paese dell’Unione Europea ad esprimere un voto politico nel 2017 e quindi c‘è curiosità su come il risultato potrà eventualmente influenzare le prossime tornate elettorali in Francia e Germania. Per ora, siamo ai sondaggi dove in testa c‘è il Partito Liberale del premier uscente Mark Rutte che dice: “Per ora siamo primi, ma il Partito della libertà di Geert Wilders ci tallona, l’enorme rischio che possa rimontare e vincere è ancora concreto e sarebbe una pessima notizia. Per questo mi battero’ con tutte le forze perchè il mio partito arrivi primo”

IL PROFILO TWITTER DI MARK RUTTE

Antieuropeista e islamofobo, Wilders, se eletto, vorrebbe un’Olanda fuori dall’Unione Europea. Nel 2016 il leader del partito della Libertà venne anche condannato per incitamento all’odio razziale. Ma anche oggi alcune sue dichiarazioni sul Corano fanno discutere. “Il Corano, in realtà, se parliamo ad esempio di antisemitismo, credo abbia un testo piu’ antisemita del Mein Kampf, libro di un’altra ideologia totalitaria e violenta – dice Geert Wilders a Euronews – Quindi preferirei che il Corano venisse abolito in Olanda, esattamente come è stato già fatto per il Mein Kampf. Credo che il Corano e l’Islam in particolare debba essere solo ed esclusivamente una religione. Ha un libro sacro, ha un tempio. Hanno gli Imam. Ma in realtà non si tratta di una vera religione, ma di una pura ideologia”. E ancora: “I giovani bambini olandesi alla fine della giornata vogiono integrarsi, vogliono amici olandesi, avere una vita normale nella società. Non dovrebbero esserci scuole islamiche dove si cresce e si viene educati all’‘intolleranza con l’odio e la violenza. I diritto costituzionali non devono essere garantiti a un qualcosa che, ripeto, non è una religione, ma una ideologia”.

IL PROFILO TWITTER DI GEERT WILDERS

Parole che hanno innescato malumori all’interno della comunità musulmana che rappresenta il 5% della popolazione olandese. In Olanda vige il sistema proporzionale e quindi difficile vedere il partito di Wilders in un cosiddetto “Governo di Coalizione”, ma c‘è preoccupazione per quello che viene definito un “clima di estremismo crescente”. “Personalmente non sono molto impaurita per me stessa – dice Dounia Jari – ma ho paura per quello che pensano gli altri perchè le persone come Wilders non fanno altro che fomentare l’odio negli altri, rendono le persone cieche e sorde l’uni con gli altri e soprattutto le dividono”

In ogni caso la partita elettorale in Olanda sembra molto aperta. In tolate saranno ventotto i partiti e le liste presenti sulla scheda. E nessuna formazione dovrebbe ottenere piu’ del 20% dei voti secondo gli analisti come Maurice De Hond: “La mia ricerca mostra che c‘è una parte della popolazione che è pessimista circa il loro futuro finanziario. Si tratta di circa il 30-35 per cento della popolazione olandese, di solito anche con un livello di istruzione più basso e questi sono favorevoli ad un partito come quello di Wilders.”

Per formare il primo governo Ruttle nel 2010 ci vollero piu’ di quattro mesi. Questa volta la minaccia di Wilders è molto piu’ concreta e c‘è chi già parla di tempi ancora piu’ lunghi per formare il nuovo Esecutivo Olandese.