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Turchia: nuovo decreto, altri 330 prof universitari epurati


Turchia

Turchia: nuovo decreto, altri 330 prof universitari epurati

Altri 330 professori universitari rimossi in Turchia, per un totale che si avvicina ai cinquemila.

Quasi la metà di quelli colpiti dal nuovo decreto sono tra i firmatari di un appello dello scorso anno, contro le operazioni militari nella regione a maggioranza curda.

In mattinata, docenti e studenti si sono riuniti davanti all’ingresso della Facoltà di scienze della comunicazione, ad Ankara:

“Così si rendono complici del crimine di chi mette fine alla libertà d’espressione, alla democrazia, all’esistenza di persone che difendono la pace. Di che crimini parlavamo? Di crimini di guerra, misure anti-democratiche, abusi molto gravi. Abbiamo sottolineato queste cose, ed è il motivo per cui ci troviamo in questa situazione”.

“Stanno cancellando tutti i nostri diritti sociali e accademici, questo significa la cancellazione dei diritti politici e la nostra morte civile. Siamo in questa situazione dall’inizio dello stato d’emergenza”, dice un altro dei docenti epurati.

Nelle purghe che hanno fatto seguito al tentativo di colpo di Stato del 15 luglio sono state arrestate o fermate almeno 40.000 persone, e 130.000 rimosse dai loro incarichi nella pubblica amministrazione perché sospettate di far parte della rete del potente filosofo e predicatore islamico Fehtullah Gülen, che vive negli Stati Uniti e nega di essere implicato nel golpe.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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