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Mihaileanu in guria, tanta italia e un occhio al Sundance. Il Festival Des Arcs


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Mihaileanu in guria, tanta italia e un occhio al Sundance. Il Festival Des Arcs

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Il regista di Train de vie e Il Concerto, Radu Mihileanu, in giuria, il Sundance di Robert Redford come modello e la dichiarata volontà di smarcarsi dai modelli hollywoodiani per valorizzare ricchezze e differenze della cinematografia del Vecchio Continente. L’ottava edizione del Festival del cinema europeo Des Arcs è in corso Francia, nel cuore della Savoia, dal 10 al 17 dicembre 2016.

Qui la composizione integrale delle giurie

“Non dobbiamo assolutamente appiattirci sul modello americano, che pure ha una sua forza – dice Radu Mihaileanu a euronews -. La forza dell’Europa risiede nella moltitudine e nella diversità delle sue visioni, dei suoi modi di pensare. Ed è questo che fa la nostra ricchezza, la nostra democrazia: il fatto che l’Europa abbia allo stesso tempo diverse facce, ma provenga da una storia comune”.

L’Italia in cartellone con Roberto Andò e le “Indivisibili” di Edoardo De Angelis

Circa 120 i film in cartellone, tra la selezione ufficiale e una multitudine di sezioni collaterali. Nell’illustre compagnia di Thomas Vinterberg, con il suo La comune, gli italiani Le confessioni di Roberto Andò e Indivisibili di Edoardo de Angelis spiccano in quella chiamata “Playtime” insieme a King of the Belgians: caustica commedia che va al cuore dell’identità europea su cui si interroga il festival, immaginando un Belgio ormai separato in due.

“Edoardo De Angelis racconta una scena del suo “Indivisibili” ai nostri colleghi di Internazionale”:http://www.internazionale.it/video/2016/09/28/de-angelis-racconta-indivisibili

“Uno dei tanti esempi della calorosa accoglienza che la stampa aveva riservato a King of the Belgians all’ultima Mostra del Cinema di Venezia

“Appiattirsi, mai. La forza dell’Europa è nelle sue differenze”

“La forza dell’Europa è nelle sue specificità e nelle sue differenze – ci dice ancora Radu Mihaileanu -. Una forza che credo si finisca per ritrovare in questo festival. Un’Europa piena di vita, carica di messaggi forti e molto eterogenea. E questa diversità non è una debolezza, anzi: è un punto di forza”.

Ostriche e montagne innevate, il quadro che il festival offre anche ai professionisti del settore: produttori e distributori, richiamati da un modello di cinema indipendente che strizza l’occhio al Sundance “Per noi in effetti si tratta di un modello – ci dice il direttore del Festival Des Arcs, Pierre-Emmanuel Fleurantin -. Un modello di riuscita, di qualità. Quello del Sundance è oggi un marchio forte, sinonimo di uno dei più bei festival al mondo. È lì che si trovano i film indipendenti di qualità. Noi, quello che vorremmo fare è la stessa cosa, ma per il cinema indipendente europeo e per portarlo sempre più lontano: al cinema, alla televisione…”.

Oggi al Des Arcs, domani a Cannes. La scommessa del festival sul “cinema in rosa”

Se i killer in sedia a rotelle dell’ungherese “Kills on the wheels” rispecchiano l’indipendenza del cinema in cartellone, un posto d’onore è quest’anno riservato alle “Nuove donne del cinema”.
“Quanto speriamo è che le 10 registe a cui diamo spazio oggi, diventino domani 10 habituées di Cannes – ci dice ancora Pierre-Emmanuel Fleurantin -: che riescano nella loro carriera, si facciano strada, sviluppino il loro cinema e le loro potenzialità. Ecco, noi speriamo di riuscire a spingerle, a farle conoscere”.


Il trailer del film “Mammal” di Rebecca Daly

E se tra le dieci nuove promesse c‘è anche l’italiana Laura Bispuri, con il coraggioso Vergine giurata già visto alla Berlinale, a confermare l’ispirazione al Sundance anche il doloroso “Mammal” di Rebecca Daly, che proprio lì si era rivelato al mondo.

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