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Spazio: Rosetta è pronta all'atterraggio finale

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Spazio: Rosetta è pronta all'atterraggio finale

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La missione ESA’s Rosetta spacecraft sulla cometa 67P (Churyumov-Gerasimenko) è quasi conclusa. Il conto alla rovescia è cominciato. Dopo due anni, grazie anche al contributo dalla sonda Philae, Rosetta ha prodotto risultati interessanti sulla natura di questa roccia spaziale.

Sono stati scoperti ingredienti determinanti per l’origine della vita sulla terra come spiega Martin Rubin che guida Rosina, lo spettrometro a bordo di Rosetta: “Abbiamo trovato diverse molecole, soprattutto molecole organiche che non sapevamo esistessero anche sulle comete. Gli aminoacidi, ne sono un esempio oltre a diversi idrocarburi. Un altro esempio è l’ossigeno molecolare, come quello che respiriamo sulla terra. Ne abbiamo trovato molto sulla cometa … però sulla cometa non c‘è vita”.

Gli scienziati teorizzano da tempo che l’acqua e le molecole organiche siano state portate sul pianeta terra da comete e asteroidi, fornendo così alcuni degli ingredienti determinanti per la formazione della vita.

“Abbiamo studiato l’acqua che si trova sulla cometa – racconta Martin Rubin – abbiamo scoperto che questo tipo di cometa non può avere portato tutta la l’acqua che abbiamo sulla terra, ma solo una piccola parte. Ci sono altre comete con una struttura dell’acqua più compatibile con quella terrestre”.

Raccogliere gas e polveri sulla cometa è stato determinante per analizzare la struttura della sua acqua, che non ha la medesima composizione molecolare di quella sulla terra.

“Abbiamo chiarito che le comete possono avere portato l’acqua sulla terra – afferma Rubin – Ma insieme all’acqua ci sono materiali organici, molecole organiche … che possono provenire dalla terra o da altri pianeti. E questo è ciò che rende le comete molto interessanti”.

Rosetta completerà la sua missione sulla cometa il 30 settembre. La sonda che da 12 anni viaggia nello spazio, arriverà ad una distanza tale dal sole che non le permetterà di assorbire sufficiente luce per ricaricare le batterie e utilizzare i suoi strumenti.

“In settembre atterreremo sulla cometa – continua Rubin – e saremo così lontani dal sole da non avere abbastanza energia per operare. Per questa ragione intendiamo concludere la missione così. Durante l’atterraggio continueremo le analisi nella speranza di poter trovare nuove molecole e nuovi componenti”.

Durante la sua discesa finale Rosetta sarà ancora al lavoro, farà una serie di misurazioni molto preziose, scatterà fotografie ad alta risoluzione, riuscendo a catturare ancora dati importantissimi.

“Da una prospettiva scientifica è molto importante arrivare il più vicino possibile alla cometa. Speriamo di scoprire elementi nuovi. Più ci avviciniamo alla fonte dei dati, più riusciamo a catturare molecole rare. E speriamo davvero di trovarne di nuove”, aggiunge Rubin.

Rosetta comincerà a modificare la sua traiettoria ad agosto. Grazie ad una serie di orbite ellittiche si avvicinerà progressivamente alla cometa. L’impatto avverrà alla velocità di 50 centimetri al secondo, una velocità dimezzata rispetto a quella di Philae a novembre 2014.

“La fine della missione decreta anche la fine della produzione di nuovi dati, è vero che ne abbiamo raccolti parecchi ma sarà comunque un momento particolare, ci sarà un pô di nostalgia”, conclude Rubin.

Rosetta resterà con Philae sulla cometa 67P per sempre. Grazie alla grande quantità di informazioni raccolte si aprirà una nuova pagina della ricerca dell’origine della vita sulla terra.

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