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Siria: continua la carneficina ad Aleppo. Onu: rispettare gli ospedali

Nell’attesa che venga trovato un accordo per il cessate il fuoco, continua la carneficina ad Aleppo, specie nella parte ovest, dove decine di persone

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Siria: continua la carneficina ad Aleppo. Onu: rispettare gli ospedali

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Nell’attesa che venga trovato un accordo per il cessate il fuoco, continua la carneficina ad Aleppo, specie nella parte ovest, dove decine di persone sono rimaste uccise nei combattimenti tra ribelli e forze governative di Assad. I civili continuano a morire sotto i bombardamenti che non risparmiano ospedali e moschee.
La guerra è ormai totale. Ma le gente non intende arrendersi. Non lasceranno Aleppo, come spiega un uomo disperato tra le macerie delle case: “Nessuno ci farà lasciare Aleppo: non Assad, non l’America, non la Russia, nessuno al mondo.Resteremo. Nonostante Assad. E’ solo un povero cane come quelli che stanno con lui”

Intanto il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è riunito per tentare di trovare una risoluzione per proteggere almeno gli ospedali.

“Per me quello che importa oggi è muoversi per prevenire gli attacchi e non limitarsi a votare una risoluzione qui”, ha detto Joanne Liu, presidente di Medici Senza Frontiere.

Il Consiglio ha adottato all’unanimità una risoluzione sull’assistenza medica in guerra. Il documento chiede la fine degli attacchi alle strutture e al personale che vi opera, ribadisce che le unità medico-sanitarie devono essere rispettate e
protette, così come il personale umanitario che svolge funzioni
mediche, i mezzi di trasporto, le strutture, i feriti e i malati. Inoltre afferma che questi ultimi devono essere in grado di ricevere le cure e l’attenzione necessaria, senza atti o
minacce di violenza. Dall’inizio della guerra in Siria sono stati documentati 360 attacchi in circa 250 strutture mediche nel Paese e l’uccisione di 730 membri del personale medico.