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Il Jobs act francese arriva all'Assemblea nazionale tra le proteste

Il Jobs act francese arriva all’Assemblea nazionale tra le proteste. E’ cominciata per il governo di sinistra la battaglia più difficile, quella

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Il Jobs act francese arriva all'Assemblea nazionale tra le proteste

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Il Jobs act francese arriva all’Assemblea nazionale tra le proteste. E’ cominciata per il governo di sinistra la battaglia più difficile, quella sulla legge che riforma il mondo del lavoro voluta dal presidente socialista Francois Hollande e ritenuta troppo liberal e fonte di precarietà da più parte dei sindacati.

“Hanno portato il testo in Parlamento, si comportano come se non ci fossimo, ma noi crediamo che la cosa ci riguardi. E’ il nostro futuro ed è il presente dei lavoratori. Vogliamo il ritiro delle legge, siamo qui per dirlo”, dice una studentessa.

Sul testo sono stati già presentati 5.000 emendamenti. Quasi la metà sono del Front de gauche, la sinistra di opposizione che sta conducendo la battaglia anche nelle piazze.

“La riforma colpisce le norme più importanti, facilita i licenziamenti, la riduzione dei salari. Ci fa regredire socialmente come niente altro ha fatto finora. Continueremo a mobilitarci”, dice un sindacalista della Cgt, William Audoux.

Sulla legge, che porta la firma del ministro del Lavoro Myriam El Khomri, il partito socialista è spaccato: sembra che manchino all’appello una quarantina di voti.

La lotta ha compattato gli oppositori nel movimento delle “nuit debout”: dalla fine di marzo un pubblico eterogeneo fatto di studenti, lavoratori, disoccupati, pensionati e intellettuali occupa place de la Republique a Parigi.