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Stati Uniti: Fbi sblocca l'Iphone di un indagato e ritira il ricorso contro Apple

Negli Stati Uniti il dipartimento di giustizia ha deciso di ritirare il ricorso legale contro Apple per obbligarlo a sbloccare un iPhone di un

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Stati Uniti: Fbi sblocca l'Iphone di un indagato e ritira il ricorso contro Apple

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Negli Stati Uniti il dipartimento di giustizia ha deciso di ritirare il ricorso legale contro Apple per obbligarlo a sbloccare un iPhone di un sospetto legato a un traffico di droga a New York. Una terza parte privata ha aiutato la polizia federale a decrittare lo smartphone. Non è il primo braccio di ferro tra Fbi e la Apple, la questione resta aperta.

“In passato un’intercettazione telefonica ottenuta legalmente da un giudice poteva allertare la polizia sui luoghi di incontro, destinazione e sui nascondigli. Ora brancoliamo nel buio e i criminali lo sanno. Questo lascia la polizia, i pm e, anche le persone comuni che siamo incaricati di proteggere, in una situazione davvero precaria. La cosa ancora più preoccupante è che questa situazione non è voluta dalle autorità, dal sistema giudiziario o dalla legge. È creata e controllata da corporazioni come Apple e Google”, dice il capo dell’intelligence della polizia di New York Thomas Galati.

A fine marzo, l’FBI era riuscita a sbloccare senza l’aiuto di Apple l’iPhone di Syed Rizwan Farook, uno dei due attentatori della strage di San Bernardino, in California, dove furono uccise 14 persone. Il Dipartimento di Giustizia americano e la polizia federale chiesero al colosso di Cupertino di creare un software ad hoc per sbloccare lo smartphone. Apple disse “no” ribadendo che una decisione nel merito doveva prenderla il Congresso.

Nell’era digitale il compromesso tra sicurezza nazionale e protezione dei dati personali è difficile e continua a animare polemiche e dibattiti.